La pace contributiva 2024-2025 è una novità che interessa direttamente imprenditori, lavoratori autonomi e piccoli datori di lavoro. Introdotta dalla legge di bilancio 2024 e recepita dall’INPS con la circolare del 29 maggio 2024, n. 69, questa misura permette di riscattare fino a cinque anni di contributi non versati tra il 1996 e il 2023. Ma cosa significa davvero per chi fa impresa?
Cos’è la pace contributiva e chi può beneficiarne
La pace contributiva è pensata per chi non ha anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non è già titolare di pensione. Possono accedervi:
- Lavoratori dipendenti iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) e alle sue forme speciali
- Lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti)
- Iscritti alla Gestione Separata INPS
Questa misura è quindi rilevante per imprenditori che hanno avuto periodi di attività scoperti da contribuzione, magari nei primi anni di attività, e vogliono rafforzare la propria posizione pensionistica o quella dei propri collaboratori.
Quali periodi si possono riscattare?
È possibile riscattare periodi non coperti da contribuzione obbligatoria, figurativa, volontaria o da riscatto tra il 1° gennaio 1996 e il 31 dicembre 2023. Non si possono riscattare periodi in cui vi era l’obbligo di versamento contributivo, anche se i contributi sono prescritti: in questi casi, servono altri strumenti come la regolarizzazione o la rendita vitalizia.
Come presentare la domanda di pace contributiva
La domanda va presentata entro il 31 dicembre 2025. Le modalità sono:
- Portale web INPS (sezione "Riscatto periodi non coperti da contribuzione")
- Contact center multicanale (803 164 o 06 164164)
- Patronati e intermediari
- Tramite il datore di lavoro (modulo AP135)
Per chi gestisce una piccola azienda, questa è una leva importante da conoscere e comunicare anche ai propri dipendenti.
Costi, vantaggi fiscali e modalità di pagamento
Il costo del riscatto è deducibile dal reddito complessivo per le domande presentate nel 2024-2025. Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione oppure rateizzato fino a 120 rate mensili (10 anni) senza interessi. La rateizzazione non è possibile se i contributi servono per liquidare subito una pensione o autorizzare versamenti volontari.
Perché interessa chi fa impresa?
Molti imprenditori e piccoli datori di lavoro hanno avuto periodi di "vuoto contributivo" nei primi anni di attività o in fasi di transizione. La pace contributiva permette di recuperare questi anni e rafforzare la posizione previdenziale, sia propria che dei collaboratori. In più, la deducibilità fiscale rappresenta un vantaggio concreto per la gestione dei costi aziendali.
FAQ sulla pace contributiva 2024-2025
- Chi può presentare domanda di pace contributiva?
- Chi non ha anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, non è già titolare di pensione e rientra tra le categorie ammesse (dipendenti AGO, autonomi, Gestione Separata).
- Quali periodi si possono riscattare?
- Solo periodi tra il 1996 e il 2023 non coperti da alcun tipo di contribuzione.
- Quanto costa il riscatto?
- La cifra dipende dal reddito e dai periodi riscattati. Il contributo è deducibile dal reddito.
- Come si paga?
- In un’unica soluzione o fino a 120 rate mensili senza interessi (salvo alcune eccezioni).
- Perché conviene agli imprenditori?
- Perché permette di rafforzare la posizione previdenziale propria e dei dipendenti, sfruttando la deducibilità fiscale.
- La domanda può essere fatta tramite il datore di lavoro?
- Sì, utilizzando il modulo AP135.
Conclusioni
La pace contributiva 2024-2025 è un’opportunità concreta per imprenditori e piccoli datori di lavoro che vogliono mettere al sicuro il proprio futuro previdenziale e quello dei propri collaboratori. Conoscere i dettagli e muoversi in tempo significa proteggere il valore creato ogni giorno. Per chi fa impresa, restare informati su queste misure è il primo passo per difendere il proprio lavoro anche nel lungo periodo.
