Esonero contributi imprese agricole: controlli, rigetti e cosa fare ora

esonero contributi imprese agricole: controlli, rigetti e cosa fare ora

Dal 7 gennaio 2026, l'INPS ha comunicato l'avvio dei controlli ex post sui requisiti per l'esonero contributivo destinato alle imprese agricole, dell'allevamento, agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole, ippicoltura, pesca e acquacoltura, per il periodo 1° gennaio - 30 giugno 2020. Questo esonero era stato previsto dal decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, come misura di sostegno durante l'emergenza Covid-19.

Cos'è l'esonero contributivo per le imprese agricole

L'esonero contributivo è una misura che permette ai datori di lavoro del settore agricolo e affini di non versare, per un periodo limitato, i contributi dovuti per i propri dipendenti. Lo scopo è sostenere le aziende in momenti di difficoltà economica, come quelli vissuti durante la pandemia.

Cosa ha comunicato l'INPS

L'INPS ha effettuato controlli a posteriori per verificare che le aziende che hanno beneficiato dell'esonero avessero effettivamente i requisiti richiesti dalla normativa. Se la richiesta di esonero è stata annullata, le motivazioni del rigetto verranno notificate direttamente all'azienda.

Cosa devono fare le imprese interessate

  • Controllare il proprio Cassetto previdenziale: le notifiche di rigetto o le richieste di regolarizzazione saranno disponibili qui.
  • Regolarizzare eventuali debiti: se la richiesta è stata annullata, occorre sanare la posizione contributiva secondo le indicazioni ricevute.
  • Presentare domanda di riesame: se si ritiene che il rigetto sia stato effettuato per errore, è possibile presentare una domanda di riesame direttamente dal Cassetto previdenziale.

FAQ – Domande frequenti

Chi riguarda questo controllo?

Tutte le imprese agricole, dell'allevamento, agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole, ippicoltura, pesca e acquacoltura che hanno richiesto l'esonero contributivo per il periodo 1° gennaio - 30 giugno 2020.

Cosa succede se non regolarizzo il debito?

Il mancato pagamento dei contributi dovuti può comportare sanzioni e l'avvio di procedure di recupero da parte dell'INPS.

Come posso presentare domanda di riesame?

La domanda di riesame va presentata tramite il Cassetto previdenziale, seguendo le istruzioni indicate nella comunicazione ricevuta dall'INPS.

Quali sono le motivazioni più comuni di rigetto?

Le motivazioni possono includere la mancanza dei requisiti previsti dalla legge, errori nella domanda o nella documentazione allegata, oppure il superamento dei limiti previsti dalla normativa.

Chi può aiutarmi nella regolarizzazione o nel riesame?

Un consulente del lavoro può supportare l'imprenditore nella verifica delle motivazioni del rigetto, nella regolarizzazione dei contributi e nella presentazione della domanda di riesame.

Perché è importante agire subito

Ricevere una notifica di rigetto non è mai piacevole, ma agire tempestivamente permette di limitare i danni e, in caso di errore, di far valere i propri diritti. Il tempo è una risorsa preziosa: non aspettare l'ultimo giorno per controllare la tua posizione e, se necessario, chiedere supporto.

Conclusioni

La gestione dei contributi e delle comunicazioni INPS è un aspetto fondamentale per ogni impresa agricola e dell'allevamento. Restare aggiornati e reagire con prontezza alle comunicazioni ufficiali significa difendere la propria attività e tutelare i lavoratori. In caso di dubbi, affidarsi a un consulente del lavoro è la scelta migliore per evitare errori e sanzioni.