La creator economy non è più un fenomeno di nicchia: oggi è un settore industriale che muove miliardi, genera posti di lavoro e cambia le regole della comunicazione in Italia. Ma cosa significa davvero per chi fa impresa? E perché l’INPS – l’istituto che gestisce la previdenza sociale – ha deciso di affrontare il tema in modo diretto, con un simposio nazionale e nuove linee guida?
Cos’è la creator economy e perché interessa chi fa impresa
La creator economy comprende tutte quelle attività professionali che ruotano attorno alla creazione di contenuti digitali: influencer, youtuber, streamer, ma anche agenzie e brand che si affidano a queste figure per promuovere prodotti e servizi. Secondo i dati emersi al simposio nazionale di Milano, il settore vale oltre 4 miliardi di euro l’anno in Italia e genera circa 52mila posti di lavoro equivalenti a tempo pieno. Più del 60% dei ricavi pubblicitari online passa da qui.
Per i piccoli imprenditori, questo significa una cosa: il modo di comunicare e promuovere la propria attività sta cambiando. Sempre più aziende tra i 5 e i 30 dipendenti investono in collaborazioni con creator e influencer, o si trovano a gestire lavoratori che operano in questo ambito.
Il ruolo dell’INPS e le nuove regole
Il presidente INPS, Gabriele Fava, ha dichiarato che la creator economy «cresce con una rapidità che nessuna istituzione può ignorare». Per questo l’INPS ha iniziato a riconoscere il profilo dei creator con un primo inquadramento, e ora punta a offrire tutele adeguate e una cornice normativa chiara.
La circolare 44 del 2025 è stato il primo passo: un documento che orienta aziende, agenzie e professionisti su come gestire gli aspetti previdenziali e fiscali di queste nuove professioni. Durante il simposio, è stato annunciato che INPS e Associazione Creator Economy (ACE) hanno creato un set di FAQ per rispondere alle domande più frequenti su contratti, contributi, tutele e obblighi per chi lavora (o collabora) con creator.
Cosa cambia per le piccole imprese
Per chi gestisce una piccola azienda, le novità sono concrete. Collaborare con creator, influencer o agenzie digitali significa dover gestire nuovi contratti, capire se e come versare contributi, e garantire la corretta disclosure pubblicitaria secondo le linee guida Agcom.
- Contratti e inquadramento: Serve chiarezza su come inquadrare i creator: autonomi, occasionali, dipendenti? Le FAQ INPS aiutano a non sbagliare.
- Contributi e tutele: Il settore ha bisogno di regole certe per la previdenza. INPS sta lavorando per offrire risposte puntuali e aggiornate.
- Standard e trasparenza: Le nuove linee guida Agcom impongono disclosure chiare sulle pubblicità e sui contenuti sponsorizzati. Le aziende devono essere pronte a rispettare queste regole per evitare sanzioni.
Domande frequenti (FAQ) dei datori di lavoro
- 1. Devo versare contributi INPS per i creator con cui collaboro?
- Dipende dall’inquadramento contrattuale. Le FAQ INPS aiutano a capire caso per caso. Meglio chiedere sempre una consulenza aggiornata.
- 2. Come posso tutelare la mia azienda quando affido campagne a un influencer?
- Serve un contratto chiaro, con regole su compensi, contenuti, rispetto delle linee guida Agcom e obblighi di disclosure.
- 3. Quali sono le novità fiscali per il 2025?
- La circolare 44/2025 INPS è il riferimento. Sono in arrivo aggiornamenti e chiarimenti tramite le FAQ e i messaggi INPS.
- 4. Cosa rischio se non rispetto le nuove regole?
- Sanzioni economiche e danni reputazionali. La trasparenza è la miglior difesa.
Perché serve chiarezza
Il settore cresce, le regole si stanno formando. Chi crea lavoro ha diritto a sapere cosa fare, senza sorprese. Advicy segue da vicino ogni aggiornamento per offrire alle imprese una difesa concreta contro la confusione normativa e la perdita di tempo.
Le nuove FAQ INPS e la collaborazione con ACE sono un passo avanti, ma serve restare aggiornati. Ogni imprenditore deve pretendere chiarezza e tutele, anche quando il mercato cambia in fretta.
Conclusioni
La creator economy è qui per restare, e chi fa impresa non può permettersi di restare indietro. Le nuove regole INPS, la partnership con ACE e le FAQ sono strumenti preziosi per chi vuole innovare senza rischi inutili. Il futuro del lavoro passa anche da qui: serve difesa, chiarezza e alleati veri.
