Dal 1° marzo prende il via la terza fase della riforma dell'accertamento della disabilità, con una novità che tocca da vicino anche chi gestisce piccole aziende: il procedimento valutativo di base per l'accertamento della disabilità viene esteso ad altre 40 province italiane. L'INPS, dal 2027, sarà l'unico ente responsabile per tutto il territorio nazionale. Ecco cosa significa, perché interessa anche chi guida una piccola impresa e quali passi sono necessari per non commettere errori.
Cos'è cambiato nell'accertamento della disabilità
Il nuovo iter prevede che il certificato medico introduttivo venga inviato telematicamente all'INPS dal medico certificatore. Per le province coinvolte nella terza fase della sperimentazione, tutti i certificati redatti fino al 28 febbraio 2026 devono essere seguiti dall'invio della domanda amministrativa entro la stessa data.
Dal 2027, la valutazione della disabilità sarà centralizzata e gestita esclusivamente dall'INPS, con l'obiettivo di semplificare e uniformare le procedure su tutto il territorio nazionale.
Perché interessa ai piccoli imprenditori?
Se hai dipendenti che presentano richiesta di riconoscimento della disabilità, conoscere le nuove modalità è fondamentale per supportarli correttamente, garantire la compliance aziendale e non incorrere in ritardi o contestazioni nei rapporti di lavoro. Inoltre, le procedure impattano su permessi, agevolazioni e gestione amministrativa del personale.
Cosa devono fare i datori di lavoro?
- Informarsi sulle province coinvolte nella sperimentazione (elenco nel messaggio INPS 637/2026).
- Verificare che i dipendenti interessati abbiano seguito la nuova procedura telematica per il certificato introduttivo.
- Ricordare che la domanda amministrativa deve essere trasmessa all'INPS entro il 28 febbraio 2026, anche tramite patronato o intermediari.
- Prepararsi al passaggio definitivo dal 2027, quando l'INPS sarà l'unico referente per l'accertamento della disabilità.
FAQ per imprenditori e datori di lavoro
- Devo segnalare qualcosa in azienda se un dipendente fa domanda di accertamento?
- No, ma è consigliato essere informati sulle tempistiche e sulle modalità per supportare il dipendente e gestire eventuali permessi o agevolazioni.
- Chi si occupa dell'invio della domanda?
- Il dipendente, ma può delegare patronati o intermediari autorizzati.
- Ci sono rischi per l'azienda se la domanda non viene inviata correttamente?
- Il rischio principale è che il dipendente non ottenga il riconoscimento nei tempi previsti, con possibili ricadute su permessi e gestione amministrativa.
- Dal 2027 cambia qualcosa per i datori di lavoro?
- Sì, tutte le procedure saranno centralizzate all'INPS: meno enti coinvolti, più tracciabilità, ma anche necessità di aggiornarsi sulle nuove modalità operative.
Conclusioni
La riforma dell'accertamento della disabilità è un passaggio chiave anche per chi guida una piccola impresa. Restare aggiornati significa proteggere l'azienda, tutelare i diritti dei dipendenti e non lasciare spazio a errori o incertezze. Advicy è al fianco degli imprenditori per tradurre le novità in scelte chiare e sicure, senza sorprese.
