La gestione dei congedi parentali e di paternità obbligatoria per i lavoratori residenti all’estero è stata aggiornata dall’INPS con il messaggio n. 1214 del 7 aprile 2026. Un tema che riguarda da vicino anche i piccoli imprenditori italiani che hanno in organico lavoratori residenti fuori dai confini nazionali, o che si trovano a gestire casi particolari di mobilità internazionale. In questa guida, spieghiamo tutto quello che serve sapere per non farsi trovare impreparati.
Congedo parentale e paternità: la novità per chi risiede all’estero
L’INPS ha chiarito che le domande telematiche per congedo parentale e congedo di paternità obbligatorio, con pagamento diretto, presentate da genitori lavoratori residenti all’estero, vengono ora gestite dalle sedi polo territoriali competenti in base allo Stato estero di residenza del lavoratore. Per sapere quale sede è competente, l’INPS ha pubblicato una tabella allegata al messaggio ufficiale.
Come presentare la domanda: digitale o cartaceo?
In attesa dell’aggiornamento della procedura telematica, i lavoratori residenti all’estero possono comunque richiedere i congedi presentando la domanda in formato cartaceo. Questa va inviata tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) alla sede polo competente. È importante tenere traccia dell’invio e conservare la ricevuta per eventuali controlli futuri.
Cosa devono fare i datori di lavoro?
- Verificare se tra i propri dipendenti ci sono lavoratori residenti all’estero.
- Informarsi sulla sede polo INPS di riferimento in base allo Stato di residenza del lavoratore.
- Supportare il lavoratore nella raccolta della documentazione necessaria e nell’invio tramite PEC.
- Restare aggiornati sulle prossime comunicazioni INPS che annunceranno l’aggiornamento della procedura e le eventuali azioni da intraprendere.
FAQ – Domande frequenti dei datori di lavoro
- Questa novità riguarda solo i lavoratori residenti all’estero?
- Sì, la gestione riguarda esclusivamente i lavoratori che risiedono fuori dall’Italia.
- Come si individua la sede polo competente?
- Consultando la tabella allegata al messaggio INPS n. 1214/2026, che indica la sede in base al Paese di residenza.
- È obbligatorio l’invio tramite PEC?
- Sì, fino all’aggiornamento della procedura telematica, la domanda cartacea deve essere inviata tramite PEC.
- Quando sarà aggiornata la procedura telematica?
- L’INPS comunicherà con un nuovo messaggio la data di aggiornamento e le eventuali nuove modalità operative.
- Il datore di lavoro deve anticipare l’indennità?
- No, la procedura si riferisce alle domande a pagamento diretto da parte dell’INPS.
Perché questa novità interessa i piccoli imprenditori?
Se la tua azienda ha dipendenti che lavorano dall’estero, anche occasionalmente, o se gestisci casi di smart working internazionale, conoscere queste regole ti permette di evitare errori, ritardi nei pagamenti e sanzioni. La trasparenza sulle procedure di congedo è fondamentale per la serenità tua e dei tuoi collaboratori.
Prossimi passi e aggiornamenti
Rimani aggiornato sulle comunicazioni INPS: appena la procedura telematica sarà aggiornata, verranno fornite nuove istruzioni. Nel frattempo, assicurati che i tuoi dipendenti residenti all’estero conoscano la possibilità di inviare la domanda cartacea tramite PEC.
Conclusione
Gestire il personale non significa solo pagare stipendi e contributi: significa anche garantire diritti e opportunità, senza lasciare spazio a incertezze. Conoscere e applicare le nuove regole sui congedi per lavoratori all’estero è un modo concreto per difendere la tua azienda e i tuoi collaboratori.
