Se hai lavoratori esposti a temperature elevate, il caldo non è più un imprevisto estivo: è un rischio che devi gestire con continuità. Con la nota n. 5484/2026 l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) spiega come devi valutare il rischio da stress termico e in quali casi sei tenuto a sospendere le attività per tutelare la salute dei tuoi dipendenti.
1. Rischio caldo nel DVR: cosa devi inserire
Devi inserire in modo espresso il rischio da stress termico nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e, nei cantieri, anche nel Piano Operativo di Sicurezza (POS). La nota INL chiarisce che la valutazione non può essere generica. Devi considerare almeno:
- lavorazioni all’aperto non occasionali;
- orari di lavoro che ricadono nelle ore più calde;
- livello di sforzo fisico richiesto dalle mansioni;
- uso di DPI che aumentano il carico termico;
- ubicazione geografica e microclima degli ambienti di lavoro;
- condizioni personali dei lavoratori (età, eventuali patologie, genere), nel rispetto della sorveglianza sanitaria.
2. Misure concrete per ridurre il rischio da caldo
La sola indicazione del rischio nel DVR non è sufficiente. Devi poter dimostrare quali misure hai adottato in modo stabile e programmato. Tra le misure richiamate dall’INL rientrano:
- rimodulazione degli orari (per esempio anticipando l’inizio del turno o posticipando alcune attività rispetto alle ore centrali);
- sospensione delle attività nelle fasce orarie più critiche (ad esempio 12:00–16:00), quando le condizioni lo richiedono;
- rotazione del personale nelle mansioni più esposte a caldo e sforzo fisico;
- pause programmabili in aree ombreggiate o climatizzate;
- messa a disposizione di acqua fresca in quantità sufficiente per tutti;
- fornitura di indumenti e DPI il più possibile leggeri e traspiranti, compatibilmente con la sicurezza;
- informazione e formazione sui sintomi di colpo di calore e sulle modalità di primo intervento;
- coinvolgimento del medico competente per la gestione dei lavoratori fragili o con prescrizioni;
- consultazione di RLS o RLST nella definizione delle misure di prevenzione e nella loro revisione periodica.
3. Quando devi fermare i lavori per caldo eccessivo
Se, nonostante l’organizzazione dei turni e le misure preventive, il rischio resta non accettabile, devi sospendere temporaneamente l’attività. La nota INL ricorda che il datore di lavoro e il preposto, in base all’art. 19 del d.lgs. 81/2008, hanno il dovere di intervenire quando si trovano di fronte a una situazione di pericolo grave e immediato per i lavoratori.
La sospensione non è una misura straordinaria da usare solo in casi estremi, ma uno strumento previsto dalla normativa di prevenzione, da applicare quando le condizioni effettive (non solo la temperatura dell’aria, ma anche umidità, sforzo fisico, DPI utilizzati) superano i limiti di sicurezza.
4. Cosa controlla l’INL in azienda
In sede ispettiva, il personale dell’INL può verificare in modo puntuale sia i documenti sia l’organizzazione concreta del lavoro. In particolare può controllare se:
- hai inserito il rischio caldo nel DVR e, se dovuto, nel POS;
- le misure indicate nei documenti risultano effettivamente attuate in reparto o in cantiere;
- garantisci pause adeguate, disponibilità di acqua e DPI idonei alle condizioni di lavoro;
- hai informato e formato i lavoratori sui rischi da caldo e sulle procedure in caso di malessere;
- coinvolgi il medico competente e RLS/RLST nella valutazione e aggiornamento delle misure;
- usi sistemi di allerta e bollettini (ad esempio Worklimate o analoghi) per programmare il lavoro nelle giornate più critiche.
In caso di violazioni significative rispetto agli obblighi di valutazione del rischio e di tutela della salute, l’INL può adottare i provvedimenti previsti dal d.lgs. 81/2008, comprese prescrizioni, sanzioni e sospensioni.
5. Domande frequenti per chi gestisce un’impresa
Chi deve includere il rischio caldo nel DVR?
Devi includere il rischio caldo nel DVR ogni volta che hai lavoratori esposti a temperature elevate, in particolare con attività all’aperto o in ambienti chiusi non climatizzati dove il carico termico può diventare significativo.
Quando il preposto deve fermare l’attività?
Il preposto, se rileva una situazione di pericolo grave e immediato legata al caldo (lavoratori in evidente affaticamento, condizioni microclimatiche oltre i limiti di sicurezza, impossibilità di applicare le misure previste), ha l’obbligo di interrompere temporaneamente il lavoro e di avvisare subito il datore di lavoro.
Quali documenti devi aggiornare in caso di rischio caldo?
Devi aggiornare il DVR inserendo la valutazione del rischio da stress termico e le relative misure di prevenzione e protezione. Nei cantieri o nelle attività per le quali è previsto, devi aggiornare anche il POS in coerenza con quanto indicato nel DVR aziendale.
Come coinvolgi il medico competente?
Devi condividere con il medico competente le mansioni esposte a caldo, le condizioni ambientali e l’organizzazione dell’orario di lavoro. Il medico valuta eventuali limitazioni o prescrizioni per i lavoratori più esposti e propone il piano di sorveglianza sanitaria più idoneo.
Quali strumenti previsionali puoi usare per programmare il lavoro?
Puoi utilizzare bollettini meteorologici locali e servizi dedicati al rischio caldo, come Worklimate o strumenti analoghi, per pianificare turni, pause e sospensioni temporanee. L’uso di questi strumenti va documentato e integrato nelle procedure aziendali.
In sintesi
La nota INL sul rischio caldo chiede alle imprese di stabilizzare la gestione del rischio termico: valutazione esplicita nel DVR/POS, misure organizzative tracciabili, decisioni di sospensione motivate e tempestive. Ogni busta paga passa da ore di lavoro effettive: garantire che quelle ore si svolgano in condizioni sicure tutela le persone, la tua impresa e la continuità dell’attività.
