Cosa cambia con le istruzioni Inl sul caldo
Dal 8 luglio 2026 l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (Inl) ha dato indicazioni precise ai propri ispettori per i controlli sul rischio da stress termico. Il riferimento è il D.M. 95/2025: non basta più una nota generica nel DVR, ti chiedono una valutazione strutturata del rischio caldo e misure concrete già applicate in azienda.
Cosa l’ispettore ti chiede sul DVR
Durante il controllo, l’ispettore verifica se tu, come datore di lavoro, hai:
- Inserito nel DVR una valutazione specifica del rischio da stress termico, con riferimento alle fonti di calore, alle condizioni microclimatiche e alle mansioni più esposte.
- Stabilito e messo per iscritto orari di lavoro rimodulati nelle fasce più calde, pause aggiuntive in aree ombreggiate o climatizzate e turnazioni per ridurre l’esposizione diretta.
- Garantito in modo continuativo acqua fresca e aree di riposo facilmente accessibili a tutti i lavoratori esposti.
- Programmato attività di formazione e informazione su sintomi di colpo di calore, modalità di segnalazione e comportamenti da tenere nelle giornate critiche.
- Attivato la sorveglianza sanitaria per i lavoratori più vulnerabili (lavoratori fragili, con patologie note, neoassunti o neo-adibiti a mansioni esposte).
Piccole imprese nei settori più esposti
I piani ispettivi regionali concentrano i controlli dove il caldo pesa di più: edilizia, agricoltura, logistica, lavori stradali, attività di delivery e lavoro all’aperto in generale. Se la tua impresa ha tra 5 e 30 dipendenti e operi in contesti esposti al sole o in ambienti chiusi con carichi termici elevati, ti conviene verificare ora il DVR e le misure adottate, prima di un accesso ispettivo.
Strumenti operativi per gestire il rischio caldo
L’Inl invita a usare strumenti di allerta che ti aiutano a decidere in modo documentabile. Tra questi rientra, ad esempio, Worklimate, che fornisce previsioni meteo e indici di stress termico utili per programmare orari, pause e sospensioni. Puoi integrare questi dati con sistemi interni (sensori di temperatura e umidità, registri delle condizioni ambientali) per dimostrare le scelte fatte nei giorni di allerta caldo.
Come ti prepari a un controllo sul caldo
Per arrivare pronto a un accesso ispettivo sul rischio da stress termico puoi:
- Aggiornare il DVR con una sezione dedicata al rischio caldo, descrivendo fasi di lavoro a rischio, indici utilizzati (es. WBGT) e misure già attive.
- Archiviare le evidenze di formazione e informazione: registri presenze ai corsi, contenuti consegnati, istruzioni operative interne.
- Tenere traccia di pause, spostamenti di orario e sospensioni dovute al caldo, anche con semplici prospetti interni datati e firmati.
- Verificare periodicamente la disponibilità di acqua fresca, l’accessibilità delle aree d’ombra o climatizzate e le dotazioni (es. DPI specifici, copricapo, indumenti ad alta traspirazione).
- Conservare le informazioni meteo e i report degli strumenti utilizzati (come Worklimate o servizi analoghi) a supporto delle decisioni prese nei giorni di caldo intenso.
Domande ricorrenti sul rischio caldo e sui controlli
- Quando devi sospendere l’attività per caldo eccessivo?
- La sospensione entra in gioco quando gli indici di stress termico (temperatura percepita, umidità, irraggiamento solare, ventilazione) superano soglie considerate critiche per la salute e non riesci a garantire misure di protezione adeguate. Puoi fare riferimento alle indicazioni di Inail, Inps, servizi meteorologici regionali e schede tecniche ARPA per documentare la decisione.
- Quali temperature consideri a rischio per i tuoi lavoratori?
- All’esterno, valori superiori a 35 °C, combinati con elevata umidità e assenza di ombra o ventilazione, richiedono misure rafforzate (più pause, cambio orario, riduzione durata esposizione). In ambienti interni, non guardi solo il termometro: valuti il microclima con indici come il WBGT e consideri carico fisico, indumenti e durata dell’esposizione.
- Cosa prevedi per i lavoratori fragili nelle giornate di caldo intenso?
- La sorveglianza sanitaria individuata dal medico competente è centrale: puoi programmare visite mirate, limitazioni di idoneità, assegnazioni a mansioni meno esposte o, nei casi necessari, riduzioni di orario o allontanamento temporaneo dalle attività in esterno. Ogni decisione va tracciata e condivisa con il lavoratore interessato.
- Che tipo di sanzioni rischi se il rischio caldo non è gestito?
- Se mancano la valutazione del rischio nel DVR o le misure minime di prevenzione, l’ispettore può contestare violazioni al Testo Unico sulla sicurezza con sanzioni amministrative e, nei casi più gravi o in presenza di pericolo imminente, provvedimenti di sospensione dell’attività. Oltre alla sanzione economica, tieni conto dell’impatto sull’operatività e sulla responsabilità complessiva dell’impresa verso le persone che lavorano con te.
