Patente a crediti: cosa significa per la tua impresa
La patente a crediti nasce dall’articolo 27 del D.Lgs. 81/2008, come modificato dal Decreto 18 settembre 2024 n. 132. Collega alla gestione della sicurezza sul lavoro un punteggio iniziale, che si riduce in caso di violazioni e che puoi recuperare con azioni concrete.
Quando l’Ispettorato rileva una violazione in materia di salute e sicurezza, i crediti della tua impresa o, se sei lavoratore autonomo, i tuoi crediti personali, diminuiscono. Per riacquistarli devi dimostrare di avere corretto le criticità, con:
- formazione aggiuntiva mirata sulla sicurezza;
- investimenti specifici su processi, attrezzature e organizzazione del lavoro.
Il 24 giugno 2026 l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha pubblicato la Nota prot. n. 4634, che fornisce le prime linee guida per le Commissioni di recupero crediti. Per una piccola impresa tra 5 e 30 dipendenti significa sapere in anticipo come le Commissioni valuteranno i tuoi piani di recupero.
Cos’è la patente a crediti e perché incide sulla continuità
La patente a crediti collega in modo diretto la tua condotta in materia di sicurezza agli effetti sul lavoro quotidiano. Ogni violazione del D.Lgs. 81/2008 comporta la perdita di una parte dei crediti.
Puoi recuperare i punti con due strumenti principali:
- formazione aggiuntiva in materia di salute e sicurezza, oltre a quella già dovuta per legge;
- interventi e investimenti che riducono in modo misurabile il rischio nelle aree dove l’Ispettorato ha riscontrato problemi.
La gestione dei crediti non è solo un tema sanzionatorio. In base all’esito degli accertamenti, puoi subire sospensioni o limitazioni, perdere accesso a benefici e misure premiali, e dover rivedere l’organizzazione dei reparti. La Nota INL n. 4634/2026 rende più chiaro come le Commissioni valuteranno il tuo impegno a rientrare in un quadro di conformità.
Commissioni di recupero crediti: chi decide sul tuo piano
L’art. 7 del Decreto 18 settembre 2024 n. 132 e la Nota INL definiscono la composizione delle Commissioni territoriali che esaminano le richieste di recupero crediti. In ogni Commissione siedono:
- un rappresentante dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL);
- un rappresentante INAIL;
- un esperto indicato dall’ASL (o AUSL) competente per territorio;
- un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST).
La Nota chiarisce come individuare in modo stabile l’esperto ASL (tramite designazione formale dell’Azienda sanitaria) e il RLST (tramite richiesta all’Organismo Paritetico a cui fai riferimento con il tuo contratto collettivo). Questo assetto serve a garantire valutazioni coerenti tra territori diversi e a far sedere al tavolo tutti i soggetti che conoscono bene il contesto produttivo.
Percorsi formativi per recuperare i crediti
La formazione è il canale più immediato per dimostrare che hai preso sul serio le contestazioni. Le linee guida INL indicano requisiti precisi per riconoscere i crediti derivanti dai corsi:
- i corsi devono aggiungersi, non sostituirsi, alla formazione obbligatoria prevista dal D.Lgs. 81/2008;
- durata, programmi e destinatari devono collegarsi alle violazioni che hanno generato la decurtazione;
- puoi rivolgerti solo ai soggetti formatori previsti dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025; il datore di lavoro non può autoformarsi e attribuirsi crediti;
- le lezioni possono svolgersi in presenza o in videoconferenza sincrona, con un limite massimo di 30 partecipanti per aula virtuale o fisica;
- per il riconoscimento dei crediti serve un test finale, con almeno il 70% di risposte corrette;
- l’attestato deve riportare dati anagrafici del partecipante, ore svolte, modalità didattica, firma digitale o firma qualificata del soggetto formatore.
Quando progetti un piano formativo, puoi partire dalle carenze emerse nel verbale ispettivo e costruire moduli specifici per mansione, reparto o tipo di rischio.
Investimenti e interventi tecnici: quando hanno peso sui crediti
Oltre alla formazione, puoi chiedere che la Commissione valuti gli investimenti che hai realizzato per ridurre il rischio nelle aree critiche. La Nota fornisce esempi di interventi che, in base al caso concreto, possono concorrere al recupero dei crediti:
- sistemi di monitoraggio ambientale (ad esempio sensori per temperatura, agenti chimici, rumore, vibrazioni);
- dispositivi di protezione avanzati, con componenti intelligenti o sistemi di allarme integrati;
- strumenti digitali per seguire nel tempo la sorveglianza sanitaria e l’esposizione dei lavoratori a determinati rischi;
- robotica e automazione per togliere le persone dalle fasi più pericolose del ciclo produttivo;
- tecnologie immersive (VR, AR, XR) per addestrare il personale su scenari di rischio difficili da simulare in azienda.
Ogni intervento deve risultare:
- commisurato alla dimensione della tua impresa e alla reale esposizione al rischio;
- sostenibile per i conti aziendali, anche nel medio periodo (manutenzione, aggiornamenti, formazione interna);
- coerente con le violazioni contestate, così da incidere sui punti deboli individuati dagli ispettori.
Piano di recupero crediti: come si presenta
Per chiedere il recupero dei crediti devi trasmettere alla Commissione territoriale un piano strutturato, utilizzando il modello allegato alla Nota INL. Nel piano indichi in modo chiaro:
- quali corsi intendi attivare, con obiettivi, ore, destinatari e soggetto formatore;
- quali investimenti hai già realizzato o intendi avviare, con descrizione tecnica e tempi di messa in opera;
- un’eventuale struttura modulare del percorso, se prevedi step successivi di miglioramento;
- una dichiarazione di sostenibilità economica e organizzativa del piano rispetto alla tua realtà;
- la documentazione che fotografa la situazione di partenza, compresi verbali e riferimenti alle violazioni.
La Commissione valuta il collegamento tra violazioni, azioni proposte e riduzione del rischio, assegna crediti secondo i livelli di gravità previsti dalla norma, e può chiederti integrazioni documentali. In alcuni casi può programmare verifiche sul campo per controllare l’attuazione di quanto dichiarato.
Come impostare il lavoro se hai una piccola impresa
Se guidi una realtà tra 5 e 30 dipendenti e vuoi mantenere la gestione ordinata della sicurezza, puoi organizzarti in modo proattivo, prima che i crediti diventino un problema. Alcune attenzioni utili:
- verifica periodicamente la posizione della tua impresa sulla patente a crediti attraverso gli strumenti messi a disposizione da INL e INAIL;
- inserisci ogni anno, nel budget, una quota per formazione sulla sicurezza e aggiornamento delle attrezzature, legandola ai rischi tipici della tua attività;
- coinvolgi da subito RLST e Organismo Paritetico quando progetti un eventuale piano di recupero, così da evitare soluzioni scollegate dalla prassi di settore;
- conserva in modo ordinato attestati, registri presenze ai corsi, schede tecniche e verbali di collaudo degli impianti;
- mantieni un elenco aggiornato dei soggetti formatori qualificati per il tuo contratto collettivo e per il tuo territorio.
Ogni intervento ben documentato rende più semplice dimostrare, anche a distanza di tempo, che hai agito con continuità e non solo in risposta a una sanzione.
Domande frequenti sulla patente a crediti
Chi può presentare la richiesta di recupero crediti?
Puoi presentare istanza se sei titolare di impresa, anche all’interno di un gruppo, oppure se operi come lavoratore autonomo e disponi di una patente a crediti personale.
Entro quanto tempo devo presentare l’istanza?
Hai 90 giorni dalla data di contestazione dell’infrazione per inviare la richiesta di recupero alla Commissione competente.
Posso usare insieme formazione e investimenti?
Sì. Nel piano puoi combinare corsi mirati e interventi tecnici o organizzativi. La Commissione valuta il pacchetto complessivo, nel limite massimo di crediti riconoscibili per singola sessione, previsto dalla normativa vigente.
Come verifico quanti crediti ho a disposizione?
Puoi controllare la situazione della patente a crediti accedendo ai servizi online messi a disposizione da INAIL e INL con le credenziali della tua impresa o della tua posizione personale.
Le spese per corsi e investimenti sono deducibili?
Molte voci di spesa per la tutela della salute e sicurezza rientrano tra i costi deducibili. Per valutare il trattamento fiscale nel tuo caso specifico è opportuno confrontarti con chi segue stabilmente la contabilità e la pianificazione fiscale della tua impresa.
