Cosa cambia per la tua impresa
Il Decreto 22 giugno 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 156 dell’8 luglio 2026, definisce in modo puntuale le violazioni in materia di condizioni di lavoro e di salute e sicurezza che portano alla sospensione dell’attività imprenditoriale e a specifiche sanzioni amministrative (Gazzetta Ufficiale). Per una piccola impresa, conoscere queste ipotesi significa poter intervenire prima che il problema diventi blocco operativo.
Chi riguarda il decreto e da quando
Le disposizioni interessano le imprese private che impiegano lavoratori subordinati, inclusa la fascia 5–30 dipendenti, con esclusione dei settori edilizia, appalti, cooperative e agricoltura. Le regole sono efficaci dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta: da quel momento, datore di lavoro e consulente del lavoro devono poter dimostrare il rispetto degli obblighi su sicurezza, orario e corretta instaurazione dei rapporti.
Le principali categorie di violazioni
Il decreto elenca le violazioni che possono portare alla sospensione dell’attività. In sintesi:
- mancata redazione, aggiornamento o effettiva attuazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e mancato coinvolgimento del RSPP;
- assenza o carenza di dispositivi di protezione individuale (DPI) e di misure organizzative adeguate al rischio presente in azienda;
- violazioni alle norme su orario di lavoro, riposo giornaliero e settimanale, superamento dei limiti senza adeguata gestione e tracciabilità;
- omissione delle comunicazioni obbligatorie di assunzione, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro;
- mancato rispetto degli obblighi formativi in materia di salute e sicurezza per lavoratori, preposti e dirigenti, comprese le attività di aggiornamento;
- mancata tenuta o tenuta irregolare del Libro Unico del Lavoro (LUL), comprese le annotazioni su orari di lavoro e dati retributivi mensili;
- altre violazioni amministrative richiamate dal D.Lgs. 758/1994, con possibilità di sospensioni fino a 24 mesi in caso di reiterazione (testo integrale).
Sospensione dell’attività e altre conseguenze
A ogni categoria di violazione corrisponde un periodo di sospensione dell’attività o di esclusione da incentivi e affidamenti pubblici, di norma tra 3 e 24 mesi, in funzione della gravità del fatto e di eventuali recidive. Alla sospensione si affiancano sanzioni pecuniarie e, nei casi di danno al lavoratore, obblighi risarcitori. La ricaduta è diretta sulla continuità aziendale, sulle persone occupate e sulle relazioni con clienti e fornitori.
Cosa significa per una piccola impresa
Per un’impresa con 5–30 dipendenti, un fermo anche di poche settimane può compromettere l’operatività e le prospettive di medio periodo. Per questo è utile lavorare in prevenzione: documenti aggiornati, ruoli chiari, tracciabilità di orari e comunicazioni obbligatorie, formazione programmata e verificabile. Sono aspetti tecnici, ma incidono direttamente sulla stabilità del lavoro che offri ogni mese.
Passi pratici per mettersi in sicurezza
- effettuare un check-up della documentazione in materia di sicurezza (DVR, nomine, verbali di formazione) entro un termine certo e breve dall’entrata in vigore del decreto;
- calendarizzare la formazione obbligatoria e i relativi aggiornamenti per tutti i lavoratori, anche con modalità a distanza quando consentito;
- utilizzare strumenti digitali per tracciare presenze, orari, adempimenti sul LUL e invii delle comunicazioni obbligatorie;
- individuare in modo esplicito chi, all’interno o all’esterno, segue scadenze e adempimenti in materia di lavoro e sicurezza, con responsabilità definite;
- programmare verifiche periodiche interne, simulando le richieste tipiche di un accesso ispettivo.
Domande frequenti
Cosa può accadere in caso di prima violazione qualificata come minore?
Per violazioni considerate meno gravi il decreto collega, di norma, sanzioni pecuniarie e sospensioni contenute (nell’ordine di 3–6 mesi). La collaborazione dell’impresa con gli organi di vigilanza e l’adozione rapida di misure correttive possono incidere sulla valutazione del caso concreto.
È possibile contestare la sospensione dell’attività?
Puoi presentare ricorso al giudice competente entro i termini previsti (in via generale 60 giorni dalla notifica del provvedimento), allegando la documentazione che dimostra la conformità aziendale o l’avvenuta rimozione delle cause che hanno portato alla sospensione.
Chi controlla il rispetto di questi obblighi?
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e gli altri organi di vigilanza competenti effettuano accessi in azienda, richiedono atti e verificano sul posto la coerenza tra documenti, organizzazione interna e condizioni effettive di lavoro.
