NASpI e dimissioni per violenza di genere: cosa cambia per i datori di lavoro
Con il messaggio n. 2540 del 3 agosto 2026, l’INPS ha chiarito un tema delicato che può riguardare anche le piccole imprese: le dimissioni di lavoratrici e lavoratori vittime di atti persecutori o di violenza di genere possono essere equiparate a dimissioni per giusta causa, consentendo così l’accesso alla NASpI, l’indennità mensile di disoccupazione.
Questa novità interessa da vicino chi gestisce personale: conoscere le regole e le responsabilità è fondamentale per tutelare sia l’impresa sia le persone coinvolte.
Quando le dimissioni danno diritto alla NASpI
Normalmente, la NASpI spetta solo in caso di cessazione involontaria del rapporto di lavoro. L’articolo 3 del decreto legislativo 22/2015 include tra queste ipotesi le dimissioni per giusta causa, cioè quando il lavoratore è costretto a lasciare per motivi che rendono impossibile la prosecuzione, nemmeno temporanea, del rapporto di lavoro (art. 2119 c.c.).
La Corte costituzionale e la Cassazione hanno confermato che la giusta causa può derivare anche da fatti esterni all’azienda, come condizioni di salute o, appunto, situazioni di violenza o persecuzione.
Violenza di genere e diritto alla NASpI: cosa prevede la legge
L’INPS, sentito il Ministero del Lavoro, ha precisato che anche atti persecutori o violenza di genere possono integrare la giusta causa, anche se i fatti provengono da soggetti estranei all’ambiente di lavoro. Il punto centrale è il collegamento funzionale tra la violenza subita e il rapporto di lavoro.
Non basta che ci siano episodi di violenza o persecuzione: occorrono situazioni oggettive e documentate che:
- compromettano l’equilibrio psicofisico della vittima al punto da rendere impossibile lavorare;
- siano collegate alle abitudini lavorative, come molestie lungo il tragitto casa-lavoro.
Ad esempio, se una persona non può raggiungere il posto di lavoro in sicurezza a causa di condotte persecutorie, la cessazione del rapporto è considerata recesso necessitato e non libera scelta.
Responsabilità del datore di lavoro e adempimenti
Come datore di lavoro, è importante sapere che:
- Le dimissioni per giusta causa vanno comunicate con le consuete modalità (dimissioni telematiche).
- Il tuo consulente del lavoro deve verificare la documentazione e supportarti nella gestione corretta della cessazione.
- Non è richiesto il preavviso.
- La responsabilità di valutare la giusta causa e la documentazione spetta a INPS, ma il datore di lavoro deve collaborare in caso di richieste di chiarimenti.
Il riconoscimento della NASpI non è automatico: l’INPS valuta caso per caso sulla base della documentazione fornita dalla lavoratrice o dal lavoratore.
FAQ per datori di lavoro
- Devo accettare sempre le dimissioni per violenza di genere?
- Sì, se la lavoratrice o il lavoratore presenta le dimissioni secondo la procedura telematica, la cessazione va gestita come ogni altra dimissione per giusta causa.
- Quali documenti può richiedere l’INPS?
- L’INPS può chiedere documentazione medica, denunce o certificazioni che attestino la situazione di violenza e il collegamento con l’attività lavorativa.
- Il datore di lavoro rischia qualcosa?
- No, se la cessazione è gestita correttamente e con il supporto del consulente del lavoro. L’importante è rispettare le procedure e collaborare con gli enti in caso di verifiche.
- Come tutelo la riservatezza della persona coinvolta?
- È fondamentale trattare la questione con la massima discrezione e rispetto della privacy, coinvolgendo solo chi strettamente necessario all’interno dell’azienda.
Conclusioni
La normativa su NASpI e dimissioni per violenza di genere richiede attenzione e responsabilità. Come consulenti del lavoro accreditati, ci assumiamo la responsabilità di ogni adempimento: dalla verifica della documentazione all’invio delle comunicazioni obbligatorie. Siamo al fianco delle piccole imprese che danno valore al lavoro, anche nei momenti più difficili.
Se hai dubbi o vuoi approfondire la gestione di queste situazioni, puoi contare su un supporto professionale che mette al centro persone, regole e continuità aziendale.
