Isopensione e fondi di solidarietà: cosa cambia per le piccole imprese

Isopensione e fondi di solidarietà: nuove regole INPS per le PMI

Con la Circolare n. 104 del 29 settembre 2026, l’INPS chiarisce come liquidare l’isopensione ex art. 4, commi 1-7-ter, Legge n. 92/2012 e come erogare gli assegni straordinari dei Fondi di solidarietà bilaterali anche ai lavoratori senza anzianità contributiva precedente al 31 dicembre 1995, cioè nel sistema totalmente contributivo. Per una piccola impresa tra 5 e 30 dipendenti questa novità incide sulla programmazione delle uscite verso la pensione e sulle regole da rispettare per costruire piani di esodo ordinati.

Isopensione e Fondi di solidarietà: in concreto di cosa si tratta

L’isopensione è uno strumento di accompagnamento alla pensione. Il lavoratore che si avvicina ai requisiti per la pensione può interrompere il rapporto di lavoro prima, ricevendo un assegno che sostituisce la pensione fino al raggiungimento dell’età o dei requisiti previsti. I Fondi di solidarietà bilaterali, istituiti dai contratti collettivi di settore o da accordi collettivi, intervengono per sostenere parte degli oneri legati a queste uscite.

In sintesi, i Fondi possono prevedere:

  • uscita anticipata dal lavoro per i lavoratori interessati dal piano;
  • un assegno straordinario per il periodo di accompagnamento alla pensione;
  • copertura della contribuzione figurativa utile ai fini pensionistici, secondo le regole del Fondo.

Estensione ai lavoratori nel sistema contributivo: le novità della Circolare 104/2026

Prima di questi chiarimenti, l’accesso all’isopensione tramite i Fondi di solidarietà riguardava soprattutto lavoratori con anzianità antecedente al 1° gennaio 1996. La Circolare INPS estende in modo esplicito la possibilità di utilizzare gli assegni straordinari dei Fondi anche per chi ha solo contribuzione successiva al 1° gennaio 1996, quindi interamente nel sistema contributivo.

Per attivare correttamente la misura, l’impresa deve:

  1. rispettare i requisiti previsti dal Fondo di settore (sia per il lavoratore, sia per l’azienda);
  2. risultare in regola con la contribuzione;
  3. definire un piano di esodo in un accordo aziendale o territoriale con le rappresentanze sindacali, quando previsto;
  4. coordinare il piano con le scadenze e le procedure indicate dalla stessa Circolare e dal regolamento del Fondo.

Cosa significa per una piccola impresa tra 5 e 30 dipendenti

Per una realtà con pochi dipendenti, ogni uscita pesa sull’organico e sulla continuità delle attività. Le indicazioni della Circolare 104/2026 incidono su tre aspetti:

  • Pianificazione delle uscite: puoi programmare percorsi di accompagnamento alla pensione per profili senior anche se rientrano nel sistema contributivo puro.
  • Impatto sul bilancio: la presenza di un Fondo di solidarietà che eroga assegni straordinari e contribuzione figurativa modifica la distribuzione degli oneri fra azienda, Fondo e sistema previdenziale.
  • Tutela dei lavoratori coinvolti: il lavoratore mantiene un percorso chiaro verso la pensione, con un assegno e una copertura contributiva definiti dalle norme e dal regolamento del Fondo.

Ogni valutazione va fatta caso per caso: dimensione dell’impresa, contratto collettivo applicato, presenza del Fondo di solidarietà, anzianità dei lavoratori coinvolti e obiettivi di medio periodo sull’organico.

Passaggi operativi: come si attiva l’isopensione con il Fondo

  1. Verifica dei requisiti
    Controlli età anagrafica, anzianità contributiva, storia lavorativa e inquadramento del lavoratore. Verifichi che il Fondo di riferimento del tuo settore preveda assegni straordinari per l’accompagnamento alla pensione.
  2. Definizione del perimetro nell’accordo
    In sede aziendale o territoriale individui i lavoratori interessati, i tempi di uscita, la durata dell’accompagnamento e il collegamento con eventuali interventi di riorganizzazione o ricambio generazionale.
  3. Domanda telematica all’INPS
    Il tuo consulente compila e invia la domanda all’INPS tramite i servizi telematici, indicando la causale collegata all’isopensione ex art. 4 L. 92/2012 e al Fondo di solidarietà competente.
  4. Verifica INPS
    L’INPS controlla posizione aziendale e lavoratore, rispetto dei requisiti e capienza delle risorse del Fondo. La Circolare indica in 30 giorni il termine per la verifica: in assenza di rilievi, l’istituto procede con l’autorizzazione.
  5. Decorrenza e pagamento dell’assegno
    Una volta autorizzato il piano, l’assegno viene corrisposto mensilmente al lavoratore per il periodo definito, fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici stabiliti.

Domande frequenti per chi ha una piccola impresa

Quali lavoratori possono rientrare nell’isopensione con assegno straordinario?
Puoi includere lavoratori che si trovano a pochi anni dal raggiungimento della pensione e che rispettano i requisiti previsti dall’art. 4 della Legge n. 92/2012, dalla normativa INPS e dal regolamento del Fondo di solidarietà del tuo settore. La Circolare 104/2026 precisa che questo vale anche per chi ha solo contribuzione accreditata dopo il 1° gennaio 1996.
Che impatto ha sull’organico di una PMI?
Ogni uscita incide in modo significativo su un organico ridotto. L’isopensione, se correttamente pianificata, ti permette di programmare il passaggio verso la pensione dei profili senior, coordinando tempi di uscita, eventuali nuove assunzioni e trasferimento di competenze.
Quando parte il pagamento dell’assegno?
Dopo l’autorizzazione dell’INPS e il rispetto delle condizioni previste, l’assegno viene erogato mensilmente per tutta la durata indicata nel piano, fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici del lavoratore, secondo le regole dell’istituto e del Fondo.
Posso affiancare altri strumenti?
In alcuni casi puoi coordinare l’isopensione con misure di formazione, riqualificazione o incentivi all’assunzione per gestire il ricambio generazionale. Serve una verifica puntuale delle norme di riferimento e del regolamento del Fondo per evitare sovrapposizioni non consentite.
Quali documenti servono nella pratica?
Di norma servono: regolamento e certificazione di adesione al Fondo di solidarietà competente, accordo aziendale o territoriale sul piano di esodo, documentazione contributiva aggiornata, dati anagrafici e contributivi dei lavoratori interessati, modello di domanda INPS previsto per la specifica procedura.

Perché conviene muoversi con metodo

La Circolare 104/2026 amplia lo spazio operativo dell’isopensione anche per lavoratori nel sistema contributivo, ma non elimina la complessità delle regole da rispettare. Una piccola impresa che vuole programmare uscite verso la pensione deve tenere insieme continuità aziendale, tutele per i lavoratori e rispetto puntuale delle indicazioni INPS e dei Fondi di solidarietà.

Prima di avviare un piano di esodo, è utile mappare l’organico, verificare i Fondi attivi nel tuo settore, simulare gli effetti sui singoli lavoratori interessati e sui conti dell’impresa, e solo dopo formalizzare l’accordo e le domande all’INPS.