Cosa cambia per te con il nuovo sportello unico INPS
Dal 13 ottobre 2026 l’INPS, con il messaggio n. 3247, ha attivato un canale digitale unico per chiedere il rimborso dei contributi versati in eccesso alla Gestione Separata. Con una sola domanda puoi gestire tutte le principali causali di rimborso (committenti, parasubordinati e professionisti), senza duplicare richieste e con un tracciamento più ordinato delle posizioni (inps.it).
Chi può usare il nuovo canale di rimborso
Il servizio interessa in particolare chi, in azienda, gestisce collaborazioni coordinate e continuative o rapporti parasubordinati affiancati al lavoro dipendente. Puoi utilizzare il nuovo sportello se rientri in una di queste situazioni:
- sei datore di lavoro (committente) e hai versato contributi alla Gestione Separata oltre il massimale annuo per uno o più collaboratori parasubordinati (inps.it);
- sei un collaboratore parasubordinato con più committenti e, sommando i versamenti, hai superato il massimale contributivo in Gestione Separata (inps.it);
- sei un libero professionista iscritto alla Gestione Separata e devi chiedere il rimborso di contributi non dovuti (inps.it).
Come presenti la domanda di rimborso unico
Accedi all’area riservata MyINPS con SPID, CNS o CIE. Poi selezioni il servizio “Domanda rimborso Gestione Separata” e compili il modulo online. In sintesi, ti viene chiesto di indicare:
- se accedi come committente o come parasubordinato/professionista;
- l’anno di riferimento e il massimale contributivo superato;
- gli importi che chiedi a rimborso e la causale corretta per ciascun importo;
- i dati anagrafici e i codici fiscali dei soggetti interessati (pmi.it).
Durante la compilazione il portale controlla i dati inseriti, segnala incongruenze e ti consente di correggerle prima dell’invio. Al termine ricevi una ricevuta con l’esito della trasmissione.
Tempi e operatività del nuovo servizio
Lo sportello unico è attivo dal 14 ottobre 2026 e, al momento, riguarda solo la Gestione Separata. L’INPS ha annunciato l’intenzione di estendere la stessa modalità anche ad altre gestioni (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) nei prossimi mesi (inps.it).
Dopo l’invio della domanda l’INPS assegna un numero di protocollo. Puoi verificare lo stato di lavorazione direttamente da MyINPS, nella sezione dedicata alle richieste inviate.
Cosa significa per una piccola impresa con collaboratori
Se gestisci una piccola impresa con 5–30 persone e utilizzi anche contratti di collaborazione coordinata e continuativa, il nuovo sportello impatta in modo concreto sull’operatività quotidiana. Un unico canale per i rimborsi consente di:
- ridurre il rischio di presentare più domande per la stessa eccedenza contributiva;
- avere un quadro più chiaro dei versamenti alla Gestione Separata per ciascun collaboratore;
- mantenere allineati i flussi contributivi rispetto ai massimali annui, a tutela sia dell’impresa sia dei collaboratori (studiogmt.com).
FAQ: domande ricorrenti sul nuovo rimborso Gestione Separata
- Chi presenta la domanda di rimborso?
- Il soggetto interessato dai contributi eccedenti. Nel concreto: il datore di lavoro committente o il collaboratore parasubordinato che hanno superato il massimale annuo, oppure il professionista iscritto alla Gestione Separata per i versamenti non dovuti (inps.it).
- Quali causali puoi indicare nella domanda?
- Il messaggio INPS 3247/2026 prevede tre macro-causali: superamento del massimale da parte del committente, superamento del massimale da parte del parasubordinato e versamenti non dovuti o eccedenti rispetto al dovuto (inps.it).
- Puoi chiedere il rimborso di più anni con una sola istanza?
- No. Ogni domanda riguarda un solo anno di competenza. Devi indicare per quell’anno i massimali di riferimento e gli importi che ritieni rimborsabili (pmi.it).
- Quali allegati devi predisporre?
- Durante la procedura ti viene chiesta un’autocertificazione dell’eccedenza. I documenti relativi ai rapporti di lavoro e ai versamenti restano nella documentazione aziendale e personale e vanno esibiti in caso di richiesta da parte dell’INPS (ateneoweb.com).
- In quanto tempo l’INPS gestisce il rimborso?
- Non è indicato un termine perentorio. Le richieste compilate correttamente, secondo le prassi interne richiamate dagli operatori, vengono di norma lavorate entro 60 giorni dalla presentazione (studiogmt.com).
- Cosa succede se inserisci dati errati?
- In fase di compilazione il portale blocca l’invio quando rileva incongruenze evidenti (ad esempio codice fiscale non valido o importo non coerente) e ti chiede di correggere prima di procedere. Errori sostanziali non intercettati in automatico possono però emergere nella fase istruttoria successiva (ateneoweb.com).
- Puoi revocare una domanda dopo l’invio?
- No. Una volta protocollata, la domanda resta agli atti. Se ti accorgi di un errore, puoi presentare una nuova istanza riferita allo stesso anno, con i dati corretti (informazionefiscale.it).
