La tredicesima mensilità spetta a ogni lavoratore subordinato: tempo pieno o part-time, tempo indeterminato o determinato, apprendista o domestico. Matura per ratei mensili dal 1° gennaio al 31 dicembre e la paghi a dicembre, in prossimità del Natale, nei tempi che fissa il tuo CCNL. L'importo pieno corrisponde a una retribuzione mensile: per chi ha lavorato solo una parte dell'anno, paghi un dodicesimo per ogni mese maturato.
Mancano poche settimane a dicembre. Questa guida ti mostra come calcolare la tredicesima, quali assenze fanno maturare i ratei e quali no, come funzionano tasse e contributi, e quali adempimenti seguono il pagamento. Con esempi numerici e gli errori che vediamo più spesso nelle piccole imprese.
Che cos'è la tredicesima e da dove nasce l'obbligo
La tredicesima, chiamata anche gratifica natalizia, è una mensilità aggiuntiva. Non è un premio e non dipende dai risultati dell'azienda: è retribuzione differita. Il lavoratore la matura mese dopo mese, e tu la paghi in un'unica soluzione a fine anno.
La contrattazione collettiva l'ha introdotta per prima, già negli anni Trenta per l'industria. Il D.P.R. 28 luglio 1960, n. 1070 l'ha poi resa obbligatoria per tutti i lavoratori dipendenti. Oggi ogni CCNL ne regola i dettagli: la base di calcolo, la data di pagamento, il trattamento delle frazioni di mese e delle assenze.
Per questo la prima regola pratica è semplice: apri il tuo CCNL. Le linee generali sono comuni, ma i dettagli cambiano da contratto a contratto. Il CCNL Terziario, il CCNL Pubblici esercizi e il CCNL Metalmeccanici non coincidono su ogni punto.
Tredicesima e quattordicesima: non confonderle
La tredicesima spetta per legge a tutti i dipendenti. La quattordicesima no: esiste solo se la prevede il CCNL (per esempio il Terziario e il Turismo) e di solito la paghi a luglio, con un periodo di maturazione diverso, spesso da luglio a giugno. Se applichi un CCNL che prevede entrambe, gestisci due calcoli distinti con due periodi di maturazione distinti.
Chi ha diritto alla tredicesima
Hanno diritto alla tredicesima:
- i lavoratori a tempo indeterminato, a tempo pieno o part-time;
- i lavoratori a tempo determinato, in proporzione ai mesi lavorati nell'anno;
- gli apprendisti;
- i lavoratori assunti o cessati in corso d'anno, sempre in proporzione;
- i lavoratori domestici, secondo il CCNL del lavoro domestico.
Non spetta, invece, ai collaboratori coordinati e continuativi, ai lavoratori autonomi con partita IVA e ai tirocinanti, perché non hanno un rapporto di lavoro subordinato. Per i lavoratori in somministrazione la paga l'agenzia, non tu.
Come calcolare la tredicesima
Il calcolo segue tre passaggi.
1. Individua la retribuzione di riferimento
La base è la retribuzione mensile lorda che il CCNL indica per la tredicesima. Di regola comprende le voci fisse e continuative:
- minimo tabellare;
- contingenza (dove ancora presente come voce separata);
- scatti di anzianità;
- superminimo individuale;
- eventuali indennità fisse che il CCNL include espressamente.
Restano fuori, salvo diversa previsione del CCNL, le voci variabili e occasionali: straordinari, rimborsi spese, indennità di trasferta, premi una tantum. Su questo punto i contratti divergono, quindi il tuo consulente verifica la clausola specifica del CCNL che applichi.
Prendi come riferimento la retribuzione in vigore al momento del pagamento, cioè quella di dicembre. Se a ottobre è scattato un aumento contrattuale, la tredicesima lo incorpora per intero.
2. Conta i mesi maturati
Ogni mese di servizio vale un rateo, cioè un dodicesimo della tredicesima. Per le frazioni di mese, molti CCNL contano come mese intero la frazione pari o superiore a 15 giorni e non considerano quella inferiore. Controlla la regola esatta del tuo contratto: alcuni CCNL usano criteri diversi, per esempio il calcolo a giorni.
3. Applica la formula
La formula base è:
Tredicesima = retribuzione mensile × mesi maturati / 12
Per i lavoratori part-time, la retribuzione di riferimento è quella ridotta in proporzione all'orario. Se il lavoratore è passato da full-time a part-time (o viceversa) durante l'anno, calcoli i ratei separatamente per ciascun periodo, ognuno con la sua retribuzione.
Esempi pratici con i numeri
Esempio 1: dipendente in forza tutto l'anno
Marco lavora a tempo pieno da tre anni. La sua retribuzione mensile lorda utile per la tredicesima è di 2.100 euro. Non ha assenze che interrompono la maturazione.
- Mesi maturati: 12
- Tredicesima lorda: 2.100 × 12 / 12 = 2.100 euro
Esempio 2: assunzione in corso d'anno
Giulia entra in azienda il 10 marzo 2026, con una retribuzione mensile lorda di 1.800 euro. Il CCNL conta come mese intero la frazione pari o superiore a 15 giorni.
- Marzo: dal 10 al 31 ci sono 22 giorni di calendario, quindi il mese conta.
- Mesi maturati: da marzo a dicembre, 10 mesi.
- Tredicesima lorda: 1.800 × 10 / 12 = 1.500 euro
Se Giulia fosse entrata il 20 marzo, i giorni di marzo sarebbero stati 12: il mese non conterebbe e i ratei sarebbero 9, per una tredicesima di 1.350 euro.
Esempio 3: passaggio da full-time a part-time
Luca lavora a tempo pieno da gennaio a giugno con 2.000 euro mensili. Da luglio passa a part-time al 50%, con 1.000 euro mensili.
- Periodo full-time: 2.000 × 6 / 12 = 1.000 euro
- Periodo part-time: 1.000 × 6 / 12 = 500 euro
- Tredicesima lorda: 1.500 euro
Esempio 4: cessazione a settembre
Sara rassegna le dimissioni con ultimo giorno di lavoro il 18 settembre 2026. Retribuzione mensile: 1.950 euro. Il CCNL applica la regola dei 15 giorni.
- Settembre: 18 giorni, il mese conta.
- Mesi maturati: da gennaio a settembre, 9 mesi.
- Ratei di tredicesima: 1.950 × 9 / 12 = 1.462,50 euro
Questi ratei non aspettano dicembre: li paghi nella busta paga di fine rapporto, insieme alle altre competenze finali.
Quali assenze maturano i ratei e quali no
Qui nascono la maggior parte degli errori. Il principio generale: maturano i ratei i periodi in cui il rapporto è attivo e la legge o il CCNL considerano utili; non li maturano i periodi di sospensione non retribuita, salvo diversa previsione.
| Assenza | Matura i ratei di tredicesima? | Note |
|---|---|---|
| Ferie e permessi retribuiti | Sì | Periodi retribuiti a tutti gli effetti |
| Malattia | Sì, entro il periodo di comporto | Il CCNL regola la quota a carico tuo e quella coperta dall'indennità INPS |
| Infortunio sul lavoro | Sì, entro i limiti del CCNL | Il CCNL disciplina l'integrazione dell'indennità INAIL |
| Congedo di maternità e paternità obbligatori | Sì | L'art. 22 del D.Lgs. 151/2001 computa il congedo anche ai fini della tredicesima |
| Congedo parentale (facoltativo) | No | L'art. 34, comma 5, del D.Lgs. 151/2001 esclude gli effetti su ferie e tredicesima |
| Aspettativa non retribuita | No, di regola | Salvo diversa previsione del CCNL |
| Cassa integrazione | Dipende | Il trattamento dei ratei segue regole specifiche: verifica con il tuo consulente caso per caso |
Per la malattia e l'infortunio, conta come il tuo CCNL ripartisce l'onere. L'indennità INPS di malattia e quella INAIL coprono in parte anche i ratei delle mensilità aggiuntive: se non coordini correttamente l'integrazione a tuo carico, rischi di pagare due volte la stessa quota, oppure di pagare meno del dovuto.
Quando pagare la tredicesima
La legge non fissa una data unica. Il D.P.R. 1070/1960 colloca il pagamento in occasione del Natale e i CCNL precisano i tempi. Nella pratica la maggior parte delle imprese la paga:
- con la busta paga di dicembre, se lo stipendio di dicembre esce entro Natale;
- oppure con un cedolino separato, a metà dicembre o comunque prima del 25.
Controlla la data del tuo CCNL e pianifica la liquidità per tempo. A dicembre esci con due mensilità, più le eventuali competenze dei lavoratori che cessano a fine anno. Per un'impresa di 15 dipendenti con una retribuzione media di 2.000 euro, la tredicesima vale circa 30.000 euro lordi, a cui aggiungi i contributi a tuo carico.
Puoi pagare la tredicesima a rate mensili?
Puoi anticipare la tredicesima in quote mensili solo con un accordo con il lavoratore, e sempre nel rispetto del CCNL. In quel caso la busta paga di dicembre contiene il conguaglio: se nel frattempo è cambiata la retribuzione o ci sono state assenze non utili, ricalcoli l'importo e regoli la differenza. Prima di scegliere questa strada, parlane con il tuo consulente: complica i controlli e il conguaglio di fine anno.
Tasse e contributi sulla tredicesima
Contributi INPS
La tredicesima è retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Applichi i contributi ordinari, sia la quota a tuo carico sia quella del lavoratore, nel mese in cui la paghi. Il tuo consulente la inserisce nella denuncia UniEmens di competenza di dicembre e versa i contributi con l'F24 entro il 16 gennaio.
IRPEF
La tredicesima concorre al reddito di lavoro dipendente e sconta l'IRPEF ordinaria con le addizionali. C'è però una differenza che spesso sorprende i lavoratori: le detrazioni per lavoro dipendente dell'art. 13 del TUIR dipendono dai giorni di lavoro nell'anno e il sostituto d'imposta le riconosce sulle mensilità ordinarie. Sulla tredicesima, quindi, il netto risulta di solito più basso di uno stipendio normale, anche a parità di lordo.
Spiegarlo ai tuoi dipendenti prima di dicembre evita molte domande e qualche malinteso. Un cedolino corretto e ben spiegato è parte del rapporto di fiducia.
Conguaglio fiscale di fine anno
A dicembre il tuo consulente esegue anche il conguaglio fiscale: ricalcola l'IRPEF dovuta sull'intero anno e regola le differenze rispetto alle ritenute mensili. Tredicesima e conguaglio arrivano insieme, e il netto di dicembre ne risente. Trovi i dettagli nella nostra guida al conguaglio fiscale.
Tredicesima e TFR
La tredicesima entra nella base di calcolo del trattamento di fine rapporto. L'art. 2120 del Codice civile include nella retribuzione utile tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto a titolo non occasionale, salvo diversa previsione dei contratti collettivi. La tredicesima rientra pienamente in questa definizione.
In pratica, la quota di TFR dell'anno comprende anche la tredicesima: se il lavoratore guadagna 2.000 euro al mese per 13 mensilità, la retribuzione annua utile ai fini del TFR è di 26.000 euro. Per il calcolo completo leggi la nostra guida su cos'è il TFR e come gestirlo senza errori.
Gli adempimenti collegati alla tredicesima
Il pagamento della tredicesima non è un'operazione isolata. Mette in moto una serie di adempimenti che il tuo consulente gestisce in sequenza:
- Calcolo dei ratei per ogni dipendente, con verifica di assunzioni, cessazioni, trasformazioni di orario e assenze non utili.
- Cedolino della tredicesima, separato o integrato nella busta paga di dicembre, registrato sul LUL.
- Conguaglio fiscale di fine anno sulle ritenute IRPEF.
- Denuncia UniEmens di dicembre, con l'imponibile della tredicesima, entro la fine di gennaio.
- F24 del 16 gennaio, con contributi e ritenute del mese di dicembre.
- Accantonamento TFR dell'anno, che include la tredicesima.
- Certificazione Unica (CU) dell'anno successivo, dove la tredicesima confluisce nei redditi di lavoro dipendente.
Ogni passaggio dipende da quello precedente. Un rateo sbagliato a dicembre trascina l'errore nell'UniEmens, nel TFR e nella CU.
Errori da evitare
- Usare la retribuzione sbagliata. Includere straordinari o premi variabili quando il CCNL non lo prevede, oppure escludere un superminimo che invece entra nella base. Controlla la clausola del tuo CCNL.
- Ignorare la regola delle frazioni di mese. Un'assunzione il 14 o il 16 del mese cambia un rateo intero. Applica il criterio del tuo contratto, non quello di un CCNL diverso.
- Far maturare i ratei durante il congedo parentale. La legge esclude espressamente la tredicesima per questi periodi. Al contrario, il congedo di maternità obbligatorio fa maturare i ratei.
- Dimenticare i ratei nelle cessazioni. Chi lascia l'azienda a settembre ha diritto ai ratei maturati fino a quel momento, nella busta paga di fine rapporto. Non rimandarli a dicembre.
- Calcolare male i passaggi di orario. Con una trasformazione da full-time a part-time durante l'anno, dividi i periodi. Applicare l'ultima retribuzione a tutti i mesi produce un importo errato.
- Non pianificare la liquidità. A dicembre esci con stipendio, tredicesima e, a gennaio, con un F24 più pesante del solito. Prevedilo in cassa con almeno un mese di anticipo.
- Non coordinare le indennità INPS e INAIL. Nei periodi di malattia e infortunio, il CCNL stabilisce quanto della mensilità aggiuntiva resta a tuo carico. Senza questo coordinamento rischi doppi pagamenti o differenze da regolare.
Domande frequenti
La tredicesima è obbligatoria anche se il CCNL non la prevede?
Sì. Il D.P.R. 1070/1960 ha reso la tredicesima obbligatoria per tutti i lavoratori subordinati. Il CCNL ne regola le modalità, ma non può eliminarla.
Un lavoratore assunto a dicembre ha diritto alla tredicesima?
Sì, in proporzione. Se nel mese di dicembre matura la frazione minima prevista dal CCNL, per esempio 15 giorni, ha diritto a un rateo, cioè a un dodicesimo della retribuzione mensile.
Il lavoratore in malattia matura la tredicesima?
Sì, nei limiti del periodo di comporto e secondo le regole del CCNL. Una parte dei ratei la copre l'indennità INPS, il resto lo integri tu se il contratto lo prevede.
Durante il congedo parentale maturano i ratei?
No. L'art. 34, comma 5, del D.Lgs. 151/2001 computa il congedo parentale nell'anzianità di servizio ma ne esclude gli effetti sulla tredicesima e sulle ferie. Approfondisci nella nostra guida al congedo parentale.
Perché la tredicesima netta è più bassa dello stipendio?
Perché sulla tredicesima il lavoratore paga l'IRPEF e i contributi come su ogni mensilità, ma le detrazioni per lavoro dipendente spettano sulle mensilità ordinarie. A parità di lordo, quindi, il netto risulta inferiore.
Posso pagare la tredicesima a gennaio?
No, se il CCNL fissa il pagamento a dicembre. Un ritardo espone l'impresa a richieste del lavoratore e a contestazioni in caso di verifica ispettiva. Se hai un problema di liquidità, parlane per tempo con il tuo consulente.
Il lavoro del tuo consulente a dicembre
Dicembre è il mese più denso dell'anno per chi gestisce il personale: tredicesima, conguaglio fiscale, ferie residue, cessazioni di fine anno e, subito dopo, l'F24 del 16 gennaio e l'UniEmens. Con Advicy, il tuo consulente calcola i ratei di ogni dipendente sul CCNL che applichi, elabora il cedolino della tredicesima, esegue il conguaglio, invia l'UniEmens e predispone l'F24. Siamo consulenti del lavoro iscritti all'Ordine, con polizza professionale: ogni adempimento porta la nostra firma. Ogni tredicesima pagata bene è un impegno mantenuto verso le persone che lavorano con te.
