Imposta sostitutiva sul TFR: acconto del 16 dicembre, saldo e calcolo

Calcolatrice e documenti contabili sulla scrivania di una piccola impresa a dicembre Ogni anno il TFR che tieni in azienda cresce di una rivalutazione, e su quella rivalutazione devi versare un'imposta sostitutiva del 17%. Come datore di lavoro sei sostituto d'imposta: calcoli l'imposta, la trattieni dal fondo TFR dei dipendenti e la versi con F24 in due tempi. L'acconto, pari al 90%, scade mercoledì 16 dicembre 2026 (codice tributo 1712); il saldo scade martedì 16 febbraio 2027 (codice tributo 1713). In questa guida trovi chi deve pagare, come scegliere tra metodo storico e metodo previsionale, come leggere i coefficienti ISTAT del 2026, cosa fare in caso di cessazioni e di acconto eccedente. Con un esempio numerico completo e gli errori che vediamo più spesso nelle piccole imprese.

Che cos'è l'imposta sostitutiva sulla rivalutazione del TFR

Il TFR che il dipendente matura ogni anno ha due componenti. La prima è la quota capitale: la retribuzione annua divisa per 13,5, come stabilisce l'art. 2120 del Codice civile. La seconda è la quota finanziaria: la rivalutazione del fondo accantonato al 31 dicembre dell'anno precedente. La rivalutazione segue una formula fissa, sempre dall'art. 2120 c.c.:
  • un tasso fisso dell'1,5% annuo;
  • più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), rispetto a dicembre dell'anno precedente.
La quota capitale dell'anno in corso resta fuori dalla rivalutazione: entra nella base solo dall'anno successivo. Su questa rivalutazione il fisco non applica l'Irpef ordinaria, ma un'imposta sostitutiva del 17%. La regola sta nell'art. 11, commi 3 e 4, del D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47. La Legge di Stabilità 2015 (L. 190/2014, art. 1, comma 623) ha portato l'aliquota dall'11% al 17% a partire dal 2015. Il peso economico dell'imposta ricade sul lavoratore: la trattieni dal suo fondo TFR. L'obbligo di calcolo e di versamento ricade invece su di te, come sostituto d'imposta. Se sbagli il calcolo o salti la scadenza, la sanzione arriva all'azienda, non al dipendente.

Chi deve versarla e chi no

Devi versare l'imposta sostitutiva se, al 31 dicembre dell'anno precedente, in azienda c'era un fondo TFR da rivalutare. Nella pratica di una piccola impresa, questo significa quasi sempre: hai dipendenti che hanno scelto di lasciare il TFR in azienda. Non versi l'imposta, o ne versi meno, in questi casi:
  • Dipendenti iscritti a un fondo pensione. Se il lavoratore destina tutto il TFR a una forma di previdenza complementare, in azienda non resta un fondo da rivalutare e l'imposta non riguarda te. Se però ha aderito dopo qualche anno di lavoro, il TFR maturato prima dell'adesione resta in azienda: quella parte continua a rivalutarsi e paga l'imposta. Sul tema trovi le novità di quest'anno in Nuove regole sul TFR e previdenza complementare dal 1° luglio 2026.
  • Primo anno con dipendenti. Se hai assunto il primo dipendente nel 2026, al 31 dicembre 2025 non avevi un fondo TFR: quest'anno non devi l'acconto.
  • Datori di lavoro domestico. Le famiglie che assumono colf e badanti non sono sostituti d'imposta e non versano l'imposta.
Una nota sul Fondo di Tesoreria INPS: riguarda le aziende con almeno 50 dipendenti. Lì il datore versa l'imposta anche sulla quota trasferita all'INPS e poi la recupera con la denuncia UniEmens. Per un'impresa da 5 a 30 dipendenti il TFR resta in azienda oppure va al fondo pensione, quindi questo meccanismo non ti tocca.

Le scadenze 2026-2027

Versamento Scadenza Codice tributo F24 Anno di riferimento
Acconto 90% 16 dicembre 2026 (mercoledì) 1712 2026
Saldo 16 febbraio 2027 (martedì) 1713 2026
Paghi entrambi con il modello F24, nella sezione Erario. Puoi compensare l'importo con crediti che hai a disposizione, nei limiti ordinari della compensazione. Se vuoi ripassare la compilazione del modello, leggi la nostra guida su come compilare l'F24 senza errori. L'acconto di dicembre cade negli stessi giorni della tredicesima e dell'F24 ordinario delle ritenute di novembre. Conviene metterlo in calendario adesso, insieme agli altri pagamenti di fine anno: ne parliamo anche nella guida sulla tredicesima mensilità.

Come calcolare l'acconto: metodo storico o previsionale

L'acconto è sempre il 90% dell'imposta. Cambia la base su cui lo calcoli. L'art. 11, comma 4, del D.Lgs. 47/2000 ti lascia due strade, e la circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 29/E del 2001 conferma che puoi scegliere ogni anno quella più conveniente.

Metodo storico

Prendi l'imposta dovuta sulla rivalutazione dell'anno precedente e ne versi il 90%. Per l'acconto di dicembre 2026, quindi, parti dalla rivalutazione maturata nel 2025: il fondo TFR al 31 dicembre 2024 moltiplicato per il coefficiente di dicembre 2025, pari a 2,311148%. Su quella rivalutazione calcoli il 17%, e versi il 90% del risultato. Il metodo storico ha un vantaggio: usa solo dati certi e già chiusi. Non devi stimare nulla. Le erogazioni di TFR avvenute nel 2026 non cambiano l'acconto: incidono solo sul saldo.

Metodo previsionale

Stimi l'imposta che maturerà nell'anno in corso e ne versi il 90%. La circolare n. 50/E del 2002 indica come procedere:
  1. prendi il fondo TFR maturato al 31 dicembre 2025;
  2. considera solo i dipendenti ancora in forza al 30 novembre 2026;
  3. applica il coefficiente di rivalutazione di dicembre dell'anno precedente;
  4. aggiungi l'imposta che hai già trattenuto nel 2026 ai dipendenti cessati;
  5. calcola il 90% del totale.
Il metodo previsionale conviene quando la base è calata: per esempio quando nel 2026 diversi dipendenti con molti anni di anzianità hanno lasciato l'azienda e hai già liquidato il loro TFR, oppure quando hai pagato anticipazioni importanti. In questi casi il metodo storico ti farebbe versare un acconto troppo alto rispetto all'imposta reale.

Cosa cambia nel 2026: inflazione in salita

Nel 2026 il coefficiente di rivalutazione corre più veloce dell'anno scorso. Il coefficiente di dicembre 2025 era pari al 2,311148%. Con i dati ISTAT di settembre 2026 il coefficiente ha raggiunto il 4,285617%, contro il 3,710988% di agosto. Il valore definitivo dell'anno sarà quello di dicembre 2026, che l'ISTAT pubblica a metà gennaio 2027. Una nota tecnica: da gennaio 2026 l'ISTAT calcola l'indice FOI con una nuova base (2025=100). Per questo il valore dell'indice è sceso da 121,5 di dicembre 2025 a circa 104 nei mesi del 2026. I coefficienti di rivalutazione tengono già conto del raccordo tra le due basi: non confrontare gli indici grezzi tra loro. Cosa significa per te, in pratica:
  • l'acconto di dicembre, con qualunque metodo, poggia su un coefficiente intorno al 2,3%;
  • il saldo di febbraio 2027 poggerà su un coefficiente che oggi supera il 4%;
  • il saldo sarà quindi più pesante del solito. Mettilo in conto nel budget di inizio anno.
Nel 2023 l'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 68/E del 7 dicembre 2023, ha ammesso un acconto previsionale basato sulla rivalutazione presumibile dell'anno in corso. Ha però ricordato che, se l'acconto risulta insufficiente rispetto all'imposta effettiva, scatta la sanzione per omesso o insufficiente versamento dell'art. 13 del D.Lgs. 471/1997, regolarizzabile con il ravvedimento operoso. Quella risoluzione nasceva da un anno di inflazione in calo. Nel 2026 la situazione è opposta: non ridurre l'acconto con stime al ribasso.

Il saldo di febbraio

Il saldo chiude il conto dell'anno. Lo calcoli così:
  1. prendi il fondo TFR al 31 dicembre 2025 dei dipendenti in forza al 31 dicembre 2026;
  2. applica il coefficiente di dicembre 2026;
  3. calcola il 17% della rivalutazione;
  4. aggiungi l'imposta trattenuta nel 2026 ai dipendenti cessati;
  5. sottrai l'acconto versato a dicembre.
Se il risultato è positivo, lo versi entro il 16 febbraio 2027 con il codice 1713. Se è negativo, hai versato troppo in acconto e hai un credito.

Se l'acconto supera l'imposta dovuta

Con una FAQ del 10 ottobre 2024 l'Agenzia delle Entrate ha chiarito come usare l'eccedenza. Il credito che nasce dall'acconto in eccesso (codice 1712) lo scomputi dai versamenti delle ritenute, nel modello F24:
  • con il codice 1627 se le ritenute riguardano lo stesso anno di maturazione del credito;
  • con il codice 6781 se le ritenute riguardano l'anno successivo.
Secondo la stessa FAQ, questo utilizzo non è una compensazione orizzontale: non devi presentare prima il modello 770 e non serve il visto di conformità. Il credito poi trova spazio nel modello 770, insieme agli altri versamenti del sostituto d'imposta.

Cessazioni durante l'anno

Quando un dipendente lascia l'azienda, liquidi il TFR e chiudi anche la sua rivalutazione. In quel momento:
  • calcoli la rivalutazione dal 1° gennaio alla data di cessazione, con il coefficiente ISTAT del mese di riferimento;
  • trattieni subito il 17% dal TFR che liquidi;
  • fai confluire quell'imposta nei versamenti dell'anno: nell'acconto, se usi il metodo previsionale, e in ogni caso nel saldo.
Ricorda la regola dell'art. 2120 c.c. sulle frazioni di mese: le frazioni pari o superiori a 15 giorni contano come mese intero. Per questo l'ISTAT pubblica coefficienti validi per il TFR liquidato tra il 15 di un mese e il 14 del mese successivo. Se nel 2026 hai cessazioni in programma, la nostra guida sul TFR ti aiuta a ricostruire calcolo e tassazione della liquidazione.

Esempio pratico con i numeri

Prendiamo una piccola impresa del commercio con 12 dipendenti. Dieci hanno lasciato il TFR in azienda, due hanno aderito a un fondo pensione dal primo giorno. Dati di partenza
Voce Importo
Fondo TFR in azienda al 31/12/2024 60.000 €
Fondo TFR in azienda al 31/12/2025 72.000 €
TFR al 31/12/2025 di un dipendente cessato a marzo 2026 9.000 €
Fondo al 31/12/2025 dei dipendenti in forza al 30/11/2026 63.000 €
Acconto con il metodo storico
  • Rivalutazione 2025: 60.000 € × 2,311148% = 1.386,69 €
  • Imposta 2025: 1.386,69 € × 17% = 235,74 €
  • Acconto: 235,74 € × 90% = 212,17 €
Acconto con il metodo previsionale
  • Rivalutazione stimata: 63.000 € × 2,311148% = 1.456,02 €
  • Imposta stimata: 1.456,02 € × 17% = 247,52 €
  • 90%: 222,77 €
  • A questo importo aggiungi il 90% dell'imposta già trattenuta al dipendente cessato a marzo.
In questo caso il metodo storico conviene: il fondo è cresciuto tra il 2024 e il 2025, quindi la base storica è più bassa. Versi 212,17 € entro il 16 dicembre 2026 con il codice 1712. Una simulazione del saldo Il coefficiente di dicembre 2026 ancora non esiste. Per farti un'idea dell'ordine di grandezza, usiamo quello di settembre (4,285617%). È solo una proiezione:
  • Rivalutazione 2026 dei dipendenti in forza: 63.000 € × 4,285617% = 2.699,94 €
  • Imposta: 2.699,94 € × 17% = 458,99 €
  • Meno acconto versato: 458,99 € − 212,17 € = 246,82 €
  • Più l'imposta trattenuta al dipendente cessato.
Il saldo di febbraio, in questo esempio, supera l'acconto di dicembre. È l'effetto dell'inflazione 2026: meglio saperlo a novembre che scoprirlo a febbraio. L'effetto sul singolo dipendente Un dipendente con 15.000 € di TFR al 31 dicembre 2025 riceve, con il coefficiente di settembre, una rivalutazione di circa 642,84 €. Il 17% (109,28 €) lo trattieni dal suo fondo: la rivalutazione netta che resta a lui è di 533,56 €. Nel prospetto TFR che consegni a fine anno queste due righe devono comparire con chiarezza: ne parliamo nella guida sul prospetto riepilogativo TFR.

Errori da evitare

  • Calcolare l'imposta sul TFR dell'anno. La rivalutazione riguarda solo il fondo accantonato al 31 dicembre dell'anno precedente. La quota capitale maturata nel 2026 entra nella base solo dal 2027.
  • Includere il TFR versato ai fondi pensione. Quella parte non resta in azienda e tu non la rivaluti. Controlla invece il TFR maturato prima dell'adesione: quello resta in azienda e paga l'imposta.
  • Dimenticare i dipendenti cessati. L'imposta trattenuta alla liquidazione del TFR va versata insieme al resto. Se la trattieni e non la versi, l'errore pesa due volte.
  • Usare il codice tributo sbagliato. 1712 per l'acconto, 1713 per il saldo, con l'anno di riferimento 2026 in entrambi i casi. Un codice sbagliato lo correggi con il servizio CIVIS dell'Agenzia delle Entrate, ma ti costa tempo.
  • Ridurre l'acconto con stime al ribasso. Nel 2026 l'inflazione sale: un acconto previsionale troppo prudente può risultare insufficiente e portare sanzioni.
  • Dimenticare il saldo a febbraio. Arriva subito dopo le scadenze di gennaio, insieme agli altri F24 di metà febbraio. Pianifica la liquidità con anticipo.
  • Non aggiornare il fondo nel prospetto. Se trattieni l'imposta ma non la sottrai dal fondo TFR del dipendente, il fondo che porti all'anno successivo è sbagliato, e con lui tutte le rivalutazioni seguenti.

Domande frequenti

L'imposta sostitutiva sul TFR è un costo per l'azienda?

No. L'imposta grava sul lavoratore: la trattieni dal suo fondo TFR. Tu la anticipi con l'F24 come sostituto d'imposta. Il costo per l'azienda è la responsabilità del calcolo e del versamento puntuale.

Posso cambiare metodo di calcolo dell'acconto ogni anno?

Sì. L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 29/E del 2001, ha chiarito che puoi scegliere ogni anno il metodo più conveniente tra storico e previsionale.

Ho assunto il primo dipendente a marzo 2026: devo pagare l'acconto a dicembre?

No. Al 31 dicembre 2025 non avevi un fondo TFR da rivalutare. Il primo versamento arriverà con l'acconto di dicembre 2027, calcolato sul fondo al 31 dicembre 2026.

Cosa succede se pago l'acconto in ritardo?

Scatta la sanzione per omesso o tardivo versamento dell'art. 13 del D.Lgs. 471/1997, oltre agli interessi. Puoi ridurla con il ravvedimento operoso, tanto più quanto prima regolarizzi.

La rivalutazione del TFR è soggetta a contributi INPS?

No. Sulla rivalutazione applichi solo l'imposta sostitutiva del 17%. La rivalutazione non entra nell'imponibile contributivo e non entra nella base della tassazione separata del TFR quando lo liquidi.

Se tutti i dipendenti cessano prima del 16 dicembre devo comunque l'acconto?

In quel caso hai già trattenuto l'imposta a ciascun dipendente al momento della liquidazione. Puoi calcolare l'acconto sulla rivalutazione effettiva dell'anno in corso, con il metodo previsionale, invece che sui dati dell'anno precedente.

Come lavoriamo noi su questa scadenza

L'imposta sostitutiva sul TFR vale poche centinaia di euro in una piccola impresa, ma tocca il fondo di ogni dipendente, anno dopo anno. Un errore di oggi pesa su tutte le rivalutazioni successive e arriva intatto al giorno della liquidazione. Per questo, in Advicy, il tuo consulente sceglie il metodo di calcolo dell'acconto più conveniente sui tuoi dati reali, prepara l'F24 di dicembre e quello di febbraio e riporta tutto nel modello 770. Siamo consulenti del lavoro iscritti all'Ordine e firmiamo ogni adempimento. A canone fisso, senza voci a parte in fattura per le scadenze di fine anno.