Contratto di prestazione occasionale (PrestO): limiti, costi e comunicazione all’INPS

Titolare di un piccolo negozio con un collaboratore occasionale durante il periodo natalizio

Il contratto di prestazione occasionale, che l'INPS chiama PrestO, ti permette di pagare attività saltuarie e di breve durata attraverso il portale dell'Istituto, con contributi e assicurazione INAIL già compresi. Puoi usarlo solo se hai non più di 10 dipendenti a tempo indeterminato, entro limiti precisi: 2.500 euro all'anno per ogni singolo prestatore, 5.000 euro per prestatore verso tutti gli utilizzatori, 10.000 euro per utilizzatore. Prima di ogni prestazione devi inviare la comunicazione all'INPS almeno 60 minuti prima dell'inizio.

A novembre e dicembre molte piccole imprese hanno bisogno di una mano in più per poche ore: il negozio aperto la domenica prima di Natale, l'inventario di fine anno, l'allestimento di un evento con i clienti. Il PrestO nasce proprio per questi casi. Non sostituisce un'assunzione, non serve per coprire un posto stabile e, se lo usi oltre i limiti, il rapporto diventa un contratto a tempo pieno e indeterminato. Questa guida ti spiega chi può usarlo, quanto costa davvero, come attivarlo passo per passo e quali errori evitare.

Cos'è il contratto di prestazione occasionale

Le regole del contratto di prestazione occasionale stanno nell'articolo 54-bis del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla legge 96/2017. Il legislatore lo ha modificato più volte: con il decreto Dignità (DL 87/2018) e con il decreto Lavoro del 2023 (DL 48/2023, convertito dalla legge 85/2023), che ha alzato i limiti economici e dimensionali.

Lo strumento ha due forme:

  • il Libretto Famiglia, riservato alle persone fisiche che non esercitano attività d'impresa o professionale (piccoli lavori domestici, assistenza, ripetizioni);
  • il contratto di prestazione occasionale (PrestO), che puoi usare tu come impresa, professionista o ente.

In entrambi i casi il meccanismo è lo stesso: tu versi in anticipo una somma all'INPS, che la tiene nel tuo "portafoglio elettronico"; dichiari ogni prestazione prima che inizi; l'INPS paga il prestatore, versa i contributi alla Gestione Separata e il premio all'INAIL.

PrestO e collaborazione autonoma occasionale: non confonderli

Il PrestO è un istituto diverso dalla prestazione di lavoro autonomo occasionale dell'articolo 2222 del Codice civile, quella pagata con ricevuta e ritenuta d'acconto. Nella collaborazione autonoma il collaboratore lavora con mezzi propri e decide come organizzarsi; nel PrestO la persona lavora nella tua organizzazione, con i tuoi orari e le tue indicazioni, solo per poche ore. Se ti serve il confronto con la collaborazione autonoma, trovi i dettagli nella nostra guida alla collaborazione occasionale.

Chi può usare il PrestO

Puoi ricorrere al contratto di prestazione occasionale se sei un'impresa, un professionista, un lavoratore autonomo, un'associazione, una fondazione o un altro ente privato. Le condizioni sono tre.

Il limite dei dipendenti

Non puoi usare il PrestO se hai più di 10 dipendenti a tempo indeterminato. Per le imprese che operano nei settori dei congressi, delle fiere, degli eventi, degli stabilimenti termali e dei parchi divertimento la soglia sale a 25 dipendenti.

Nel conteggio contano i lavoratori a tempo indeterminato, non quelli a termine o in somministrazione. Per una piccola impresa con 7 dipendenti stabili e 3 a termine, quindi, il PrestO resta utilizzabile. Se sei vicino alla soglia, chiedi al tuo consulente di verificare il dato sul periodo di riferimento che l'INPS considera, prima di inviare la prima comunicazione.

I settori esclusi

Il PrestO resta escluso:

  • alle imprese dell'edilizia e dei settori affini;
  • alle imprese che lavorano materiale lapideo, cave, miniere e torbiere;
  • nell'esecuzione di appalti di opere o servizi;
  • alle imprese agricole, salvo per alcune categorie di prestatori (pensionati, studenti under 25, disoccupati, percettori di sostegni al reddito).

Le persone che non puoi pagare con il PrestO

Non puoi usare il PrestO con una persona con cui hai un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa in corso, oppure cessato da meno di sei mesi. Il divieto esiste per evitare un uso scorretto: trasformare un dipendente in un "occasionale" per pagare meno contributi.

Un esempio concreto: la commessa che ha chiuso il contratto a termine il 30 settembre non può lavorare per te con il PrestO a dicembre. Se ti serve di nuovo, la strada corretta è un nuovo contratto di lavoro dipendente.

I limiti economici annui

I limiti valgono per l'anno civile, dal 1° gennaio al 31 dicembre, e riguardano i compensi netti, cioè senza contributi, premio INAIL e oneri di gestione.

Limite Importo annuo
Per ogni prestatore, verso tutti gli utilizzatori 5.000 euro
Per ogni utilizzatore, verso tutti i prestatori 10.000 euro (15.000 per congressi, fiere, eventi, terme e parchi divertimento)
Per lo stesso prestatore verso lo stesso utilizzatore 2.500 euro

Ai limiti economici aggiungi un limite di durata: 280 ore nell'anno civile per lo stesso rapporto tra te e il prestatore.

I compensi che contano al 75%

Per alcune categorie di prestatori i compensi pesano solo per il 75% sul tuo limite di 10.000 euro come utilizzatore. Sono:

  • i titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • i giovani con meno di 25 anni iscritti a scuola o all'università;
  • i disoccupati;
  • i percettori di integrazioni salariali o di altre prestazioni di sostegno del reddito.

Il prestatore dichiara la propria condizione con un'autocertificazione nel portale INPS. Se paghi 4.000 euro a uno studente di 22 anni iscritto all'università, sul tuo plafond da 10.000 euro pesano 3.000 euro.

Cosa succede se superi i limiti

Qui il PrestO mostra il suo lato più delicato. Se superi i 2.500 euro con lo stesso prestatore, oppure le 280 ore annue, il rapporto diventa un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato (articolo 54-bis, comma 20). Non è una sanzione da pagare e chiudere: ti ritrovi con un dipendente in più, con tutti gli obblighi che ne derivano, dalla comunicazione UniLav al LUL, dall'UniEmens al TFR.

Quanto costa il PrestO

Il compenso lo concordi tu con il prestatore, con due soglie minime:

  • 9 euro l'ora;
  • 36 euro al giorno per prestazioni fino a quattro ore continuative, anche se la persona lavora meno di quattro ore.

Sopra il compenso, a tuo carico, ci sono:

  • contributi alla Gestione Separata INPS: 33% del compenso;
  • premio INAIL: 3,5% del compenso;
  • oneri di gestione: 1% delle somme che versi, trattenuto dall'INPS.

Per il prestatore i compensi del PrestO sono esenti da imposizione fiscale e non incidono sul suo stato di disoccupazione. È uno dei motivi per cui lo strumento interessa a studenti e pensionati.

Esempio pratico: la domenica prima di Natale

Hai un negozio di articoli per la casa con 6 dipendenti a tempo indeterminato. Domenica 20 dicembre 2026 apri in via straordinaria e ti serve una persona in più alla cassa pacchi dalle 15 alle 19. Chiedi aiuto a Marta, studentessa universitaria di 21 anni, e concordi 11 euro l'ora.

Voce Calcolo Importo
Compenso a Marta 4 ore × 11 euro 44,00 euro
Contributi Gestione Separata 44 × 33% 14,52 euro
Premio INAIL 44 × 3,5% 1,54 euro
Totale prima degli oneri 60,06 euro
Oneri di gestione INPS circa 1% delle somme versate circa 0,60 euro
Costo totale per te circa 60,70 euro

Marta riceve 44 euro netti. Se avessi concordato 8 euro l'ora, il compenso sarebbe sceso sotto i minimi: 4 ore × 8 euro fa 32 euro, sotto la soglia giornaliera di 36 euro e sotto i 9 euro orari. In quel caso il compenso corretto è 36 euro.

Se nelle settimane di dicembre Marta lavora per te altre otto giornate da 4 ore alle stesse condizioni, arrivi a 396 euro di compensi e 36 ore: sei lontano sia dai 2.500 euro sia dalle 280 ore. Sul tuo plafond da utilizzatore, essendo Marta una studentessa under 25, pesano 297 euro.

Come attivare il PrestO passo per passo

1. Registrati sul portale delle prestazioni occasionali

Accedi al sito INPS con SPID, CIE o CNS e cerca il servizio "Prestazioni di lavoro occasionale". Ti registri come utilizzatore di contratto di prestazione occasionale. Anche il prestatore deve registrarsi, con le sue credenziali: senza la sua registrazione non puoi inserire la prestazione.

Dal gennaio 2026 l'INPS ha rinnovato il portale dedicato ai prestatori, con il messaggio n. 3932 del 24 dicembre 2025. Il prestatore ha ora una "Scrivania" in cui vede le prestazioni, lo stato dei pagamenti e il prospetto annuale dei compensi, e sceglie come ricevere il denaro: bonifico su IBAN, bonifico domiciliato o pagamento immediato.

2. Alimenta il portafoglio elettronico

Prima di dichiarare la prestazione devi avere sul tuo portafoglio la somma che copre compenso, contributi, premio e oneri. Puoi versarla:

  • con il modello F24 Elide, causale CLOC;
  • online, tramite il Portale dei pagamenti dell'INPS.

Calcola il versamento con margine: l'F24 richiede qualche giorno per risultare sul portafoglio, e senza copertura il portale non ti lascia inserire la prestazione. Per dicembre, ti conviene versare la somma entro fine novembre.

3. Invia la comunicazione preventiva

Almeno 60 minuti prima dell'inizio della prestazione invii all'INPS, dal portale, una dichiarazione con:

  • i dati anagrafici e identificativi del prestatore;
  • il luogo di svolgimento;
  • l'oggetto della prestazione;
  • la data e l'ora di inizio e di fine;
  • il compenso pattuito.

Il prestatore riceve subito un SMS o una email con i dati. Le imprese del turismo possono dichiarare un monte ore su un arco di dieci giorni consecutivi; per tutte le altre imprese la dichiarazione è puntuale, giornata per giornata.

4. Conferma o revoca

Se la prestazione salta, puoi revocare la dichiarazione entro tre giorni dalla data prevista. Se non la revochi, l'INPS paga comunque il prestatore e trattiene contributi e premio. Se la persona ha lavorato, confermi la prestazione: la conferma non è più revocabile.

5. Il pagamento al prestatore

L'INPS paga il prestatore il giorno 15 del mese successivo alla prestazione, nei limiti delle somme che hai versato. Per le prestazioni del 20 dicembre 2026, quindi, Marta riceve il compenso il 15 gennaio 2027. Tu non fai bonifici, non compili una busta paga e non inserisci la prestazione nell'UniEmens: pensa a tutto l'INPS, con il denaro che hai versato.

Quando il PrestO non è lo strumento giusto

Il PrestO funziona per esigenze davvero saltuarie: qualche giornata, qualche turno, un evento. Se il bisogno è più strutturato, hai strumenti più adatti.

  • Ti serve una persona per tutto il periodo natalizio, a orario regolare. Il contratto a tempo determinato è la scelta corretta: trovi le regole su durata, proroghe e causali nella guida al contratto a tempo determinato.
  • Ti servono chiamate ricorrenti, senza un calendario fisso, per un periodo lungo. Valuta il contratto di lavoro intermittente, se il tuo CCNL o la legge lo consentono per la tua attività e l'età del lavoratore.
  • Hai più di 10 dipendenti a tempo indeterminato. Il PrestO è escluso: devi passare da un contratto di lavoro dipendente o da una collaborazione autonoma genuina.
  • Vuoi far lavorare un tuo dipendente nei giorni di festa. Il PrestO è vietato con i tuoi dipendenti: quelle ore vanno in busta paga, con le maggiorazioni del CCNL. Ne parliamo nella guida al lavoro nei giorni festivi.

Errori da evitare

Usare il PrestO con un ex dipendente. Se il rapporto è cessato da meno di sei mesi, il divieto è assoluto e la sanzione scatta per ogni giornata.

Inviare la comunicazione a prestazione iniziata. I 60 minuti sono un limite, non un'indicazione: invia la dichiarazione la sera prima o la mattina presto, non all'ultimo momento.

Perdere il conto delle ore. Le 280 ore e i 2.500 euro valgono per anno civile e per singolo prestatore. Se chiami la stessa persona ogni fine settimana, tieni un prospetto aggiornato: superare la soglia trasforma il rapporto in un contratto a tempo indeterminato.

Pagare sotto i minimi. Quattro ore pagate 30 euro sono un errore, anche se il prestatore è d'accordo. Il minimo giornaliero di 36 euro vale per ogni prestazione fino a quattro ore continuative.

Dimenticare la revoca. Se il turno salta per pioggia o per un ordine annullato, revoca entro tre giorni. Altrimenti paghi una prestazione mai svolta.

Usare il PrestO per un'esigenza stabile. Un aiuto ogni sabato per tutto l'anno non è una prestazione occasionale: è un posto di lavoro. Prima o poi i limiti te lo ricordano, e farlo emergere dopo costa di più che inquadrarlo bene subito.

Le sanzioni

Se violi l'obbligo di comunicazione preventiva o uno dei divieti (limite dipendenti, settori esclusi, ex dipendenti), rischi una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ogni prestazione giornaliera in cui l'Ispettorato accerta la violazione. Se superi i 2.500 euro o le 280 ore con lo stesso prestatore, scatta la trasformazione del rapporto in contratto a tempo pieno e indeterminato.

Domande frequenti

Posso usare il PrestO se ho 12 dipendenti, di cui 4 a tempo determinato?

Sì, se i dipendenti a tempo indeterminato sono 8: la soglia di 10 riguarda solo i rapporti a tempo indeterminato. Se ne hai 11 o più, il PrestO è escluso, salvo i settori congressi, fiere, eventi, terme e parchi divertimento, dove la soglia è 25.

Il prestatore paga le tasse sui compensi del PrestO?

No. I compensi del contratto di prestazione occasionale sono esenti da imposizione fiscale e non incidono sullo stato di disoccupazione del prestatore. Contano però ai fini della pensione, perché l'INPS versa i contributi alla Gestione Separata.

Devo inserire il prestatore nel Libro Unico del Lavoro?

No. Il prestatore occasionale non è un tuo dipendente: non lo inserisci nel LUL, non invii la comunicazione UniLav e non lo dichiari nell'UniEmens. La tracciabilità passa tutta dal portale INPS, con la comunicazione preventiva e la conferma.

Posso pagare il prestatore in contanti o con un bonifico mio?

No. Nel PrestO il compenso passa solo dall'INPS, con le somme che hai versato nel portafoglio elettronico. Un pagamento diretto fuori dal portale non è un PrestO e lascia la prestazione senza la copertura contributiva e INAIL.

Uno studente minorenne può lavorare con il PrestO?

Il prestatore deve rispettare le regole generali sull'età minima per lavorare e sulla tutela dei minori. Prima di coinvolgere un ragazzo sotto i 18 anni, chiedi al tuo consulente di verificare l'attività e gli orari: per molte mansioni valgono limiti specifici.

Il PrestO copre gli infortuni?

Sì. Con il premio del 3,5% il prestatore ha la copertura INAIL contro infortuni e malattie professionali. In caso di infortunio durante la prestazione, la denuncia segue le regole ordinarie: avvisa subito il tuo consulente.

Il ruolo del tuo consulente

Il PrestO sembra semplice, e per una singola giornata lo è. Il rischio sta nell'insieme: i limiti per prestatore e per utilizzatore, le 280 ore, il conteggio dei dipendenti a tempo indeterminato, i sei mesi dalla cessazione. Il tuo consulente Advicy verifica prima se il PrestO è lo strumento giusto per la tua esigenza o se ti conviene un contratto a termine, tiene il conto dei limiti e ti segnala in tempo quando una collaborazione saltuaria sta diventando un posto di lavoro da inquadrare. Così l'aiuto in più di dicembre resta quello che deve essere: un aiuto in regola, per te e per chi lavora con te.

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