
Autocertificazione assunzione: cos’è, quando serve e come si compila davvero senza errori? L’autocertificazione assunzione è una dichiarazione sostitutiva che il datore di lavoro può richiedere al lavoratore al momento dell’assunzione, per attestare situazioni personali, familiari o professionali rilevanti ai fini dell’instaurazione del rapporto di lavoro.
Cos’è l’autocertificazione assunzione
L’autocertificazione assunzione è un documento scritto con cui il lavoratore dichiara, sotto la propria responsabilità, informazioni richieste dal datore di lavoro all’inizio del rapporto di lavoro. Si tratta di una dichiarazione sostitutiva di certificazione, prevista dal DPR 445/2000, che consente di semplificare e velocizzare le procedure di assunzione, evitando la richiesta di documenti ufficiali già in possesso della pubblica amministrazione.
A cosa serve l’autocertificazione assunzione
L’autocertificazione assunzione serve a fornire informazioni su:
- Stato di famiglia
- Residenza e domicilio
- Posizione rispetto agli obblighi militari
- Carichi pendenti o assenza di condanne penali
- Iscrizione a liste di collocamento mirato (L. 68/1999)
- Permesso di soggiorno (per cittadini extracomunitari)
- Titoli di studio e qualifiche professionali
Il datore di lavoro può utilizzare l’autocertificazione per velocizzare le pratiche e per adempiere agli obblighi di legge senza dover richiedere certificati originali.
Quando si utilizza l’autocertificazione assunzione
L’autocertificazione viene richiesta generalmente in fase di assunzione, ma può essere utilizzata anche in caso di variazione di dati durante il rapporto di lavoro. È particolarmente utile per:
- Assunzione di lavoratori italiani e comunitari
- Assunzione di lavoratori extracomunitari (per alcune informazioni)
- Assunzioni soggette a incentivi o agevolazioni (ad esempio, collocamento mirato)
Come si compila l’autocertificazione assunzione
Il lavoratore deve compilare il modulo fornito dal datore di lavoro, indicando i dati richiesti e firmando la dichiarazione. È fondamentale che la firma sia autografa e che il documento sia accompagnato da una copia del documento di identità. La dichiarazione deve essere chiara, completa e veritiera: dichiarazioni false comportano responsabilità penale e la decadenza dai benefici ottenuti.
Esempio pratico di autocertificazione assunzione
Un’azienda che assume un nuovo dipendente può chiedere l’autocertificazione dello stato di famiglia per verificare il diritto agli assegni familiari, oppure la dichiarazione di residenza per determinare la sede di lavoro più vicina. In caso di assunzione di un lavoratore disabile, l’autocertificazione può attestare l’iscrizione alle liste di collocamento mirato.
Autocertificazione assunzione e privacy
I dati raccolti tramite autocertificazione devono essere trattati nel rispetto del GDPR e delle norme sulla privacy. Il datore di lavoro deve informare il lavoratore sulle finalità e modalità del trattamento dei dati personali.
Differenze con altri documenti simili
- Certificato: rilasciato da enti pubblici, ha valore legale ma comporta costi e tempi maggiori.
- Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà: utilizzata per attestare fatti, stati o qualità personali non certificabili con autocertificazione.
Domande frequenti (FAQ)
- L’autocertificazione assunzione è obbligatoria? No, ma è fortemente consigliata per semplificare la gestione dei dati e degli adempimenti.
- Il datore di lavoro può rifiutare un’autocertificazione? Può chiedere integrazioni o chiarimenti, ma non può pretendere il certificato se la legge prevede l’autocertificazione.
- Quali rischi in caso di dichiarazioni false? Responsabilità penale e perdita dei benefici ottenuti.
- Serve la marca da bollo? No, l’autocertificazione è sempre in carta semplice.
Storia e normativa di riferimento
L’autocertificazione è stata introdotta con la Legge Bassanini (L. 127/1997) e disciplinata dal DPR 445/2000, con l’obiettivo di semplificare i rapporti tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione. Negli ultimi anni, l’uso dell’autocertificazione si è esteso anche al settore privato, soprattutto per velocizzare le procedure di assunzione e ridurre i tempi di gestione. La normativa italiana obbliga le pubbliche amministrazioni e i gestori di servizi pubblici ad accettare l’autocertificazione, mentre per i privati (come le aziende) è una facoltà, non un obbligo.
Ultimi aggiornamenti e novità
Negli ultimi anni, la digitalizzazione dei processi di assunzione ha reso sempre più frequente l’uso dell’autocertificazione online, anche tramite portali aziendali e software di gestione HR. Le aziende devono comunque garantire la sicurezza dei dati e la corretta archiviazione dei documenti digitali.