Certificato medico di malattia: obblighi, invio e rischi per aziende

Certificato medico di malattia: obblighi, invio e rischi per aziende

Il certificato medico di malattia è il documento ufficiale che attesta l’incapacità temporanea del lavoratore a svolgere le proprie mansioni per motivi di salute. In Italia, il certificato di malattia è obbligatorio per giustificare le assenze dal lavoro dovute a patologie e tutela sia il dipendente sia il datore di lavoro dal punto di vista normativo e contributivo.

Il certificato deve essere rilasciato da un medico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) o da un medico convenzionato, e trasmesso in via telematica all’INPS, che ne dà comunicazione all’azienda. La gestione corretta di questo adempimento è fondamentale per evitare sanzioni e per garantire la copertura economica prevista dalla legge.

Cos’è il certificato medico di malattia

Il certificato medico di malattia è la dichiarazione ufficiale con cui il medico attesta lo stato di salute del lavoratore e la sua temporanea impossibilità a svolgere l’attività lavorativa. Questo documento contiene dati anagrafici, diagnosi (in forma generica), durata della prognosi e codice identificativo.

A cosa serve il certificato medico di malattia

Serve a giustificare le assenze dal lavoro e a permettere al lavoratore di accedere alle indennità di malattia previste dall’INPS o da altri enti, a seconda del settore e del contratto. È anche uno strumento di tutela per il datore di lavoro, che può verificare la legittimità dell’assenza e rispettare gli obblighi di legge.

Come funziona: rilascio e invio

Dal 2010 il certificato medico di malattia deve essere inviato esclusivamente in modalità telematica. Il medico, dopo la visita, compila il certificato online e lo trasmette direttamente all’INPS, che a sua volta lo rende disponibile al datore di lavoro tramite i propri servizi online. Il lavoratore deve comunicare tempestivamente l’assenza al datore di lavoro e fornire il numero di protocollo del certificato.

Obblighi per il datore di lavoro

  • Verificare la ricezione del certificato tramite i servizi INPS.
  • Gestire la pratica di assenza in busta paga secondo le normative vigenti e il contratto collettivo applicato.
  • Rispettare la privacy e non richiedere la diagnosi dettagliata.
  • Comunicare eventuali anomalie o assenze ingiustificate all’INPS.

Obblighi per il lavoratore

  • Informare subito il datore di lavoro dell’assenza.
  • Farsi visitare da un medico abilitato e ottenere il certificato telematico.
  • Rendere disponibile il proprio domicilio per eventuali visite fiscali.

Esempi pratici

Se un dipendente si ammala, deve avvisare l’azienda e rivolgersi al medico. Dopo la visita, il medico trasmette il certificato all’INPS. L’azienda riceve notifica e può gestire l’assenza. In caso di proroga, il lavoratore deve richiedere un nuovo certificato.

Differenze con altri documenti simili

  • Autocertificazione: per assenze inferiori a tre giorni, alcuni CCNL permettono la semplice autocertificazione, ma non sostituisce il certificato in caso di controlli INPS.
  • Certificato di infortunio: attesta un evento traumatico sul lavoro, non una malattia comune.

Domande frequenti (FAQ)

  • Quando va inviato il certificato? Immediatamente dopo la visita medica.
  • Cosa succede se non viene inviato? L’assenza può essere considerata ingiustificata e comportare sanzioni disciplinari o perdita dell’indennità.
  • Il datore di lavoro può vedere la diagnosi? No, solo la prognosi e la durata dell’assenza.
  • Come si controlla il certificato? Tramite il portale INPS con il numero di protocollo.
  • Quando è prevista la visita fiscale? L’INPS può disporla in qualsiasi momento nelle fasce orarie previste.

Storia e novità recenti

Il certificato medico cartaceo è stato sostituito dalla versione telematica nel 2010, semplificando la gestione per aziende e lavoratori e riducendo i rischi di smarrimento e contestazioni. Negli ultimi anni, l’INPS ha rafforzato i controlli sulle assenze e digitalizzato l’accesso ai certificati, permettendo anche la consultazione tramite SPID. Le ultime novità riguardano l’integrazione dei dati con i sistemi aziendali e l’automatizzazione delle comunicazioni tra medico, INPS e datore di lavoro.

Fonti autorevoli