Il congedo di paternità è uno strumento che ogni piccolo imprenditore deve conoscere e gestire con attenzione. Nel 2024, secondo i dati INPS rielaborati da Save the Children, oltre il 64% dei padri lavoratori dipendenti ha usufruito di questo diritto. Ma cosa significa davvero per chi guida un’azienda con pochi dipendenti? E quali sono le differenze tra Nord e Sud, tra tempo pieno e part time, tra tipologie contrattuali?
Congedo di paternità: i numeri del 2024
Nel 2024, sono stati 181.777 i padri che hanno utilizzato il congedo di paternità. Una misura ormai diffusa, ma con profonde differenze territoriali e contrattuali. Il 59% dei fruitori si trova al Nord, il 19% al Centro, il 22% al Sud. Le regioni con il maggior numero di richieste sono Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Toscana, Campania, Puglia e Sicilia.
I padri che usufruiscono maggiormente del congedo hanno tra i 35 e i 44 anni, un impiego stabile e lavorano a tempo pieno. I lavoratori full time utilizzano mediamente quasi due giorni in più rispetto ai part time; i dipendenti a tempo indeterminato fruiscono di mezza giornata in più rispetto ai tempi determinati. Impiegati e dirigenti ricorrono al congedo più dei lavoratori manuali.
Cosa cambia per il piccolo imprenditore
Per un’azienda tra i 5 e i 30 dipendenti, ogni assenza pesa. Gestire il congedo di paternità significa pianificare sostituzioni, riorganizzare i turni, assicurare la continuità del lavoro. Ma è anche un segnale di attenzione verso i diritti dei propri collaboratori e la qualità dell’ambiente di lavoro.
Il congedo di paternità è un diritto obbligatorio e retribuito, riconosciuto a tutti i lavoratori dipendenti (privati). La durata minima è di 10 giorni lavorativi, fruibili anche non continuativamente, entro i primi cinque mesi dalla nascita (o adozione) del figlio. Il datore di lavoro deve trasmettere la richiesta all’INPS e gestire la relativa documentazione.
Domande frequenti dei datori di lavoro
- Il congedo di paternità è obbligatorio?
Sì, il lavoratore è tenuto a fruirne, salvo rinuncia scritta. Il datore di lavoro non può opporsi. - Come si gestisce la richiesta?
Il dipendente deve comunicare per iscritto al datore di lavoro le date di fruizione, con almeno 5 giorni di preavviso. Il datore trasmette la richiesta all’INPS. - Chi paga il congedo?
L’indennità è a carico dell’INPS, ma viene anticipata in busta paga dal datore di lavoro, che poi la recupera tramite F24. - Il congedo può essere frazionato?
Sì, i 10 giorni possono essere presi anche non consecutivamente. - Ci sono differenze tra tempo pieno e part time?
Sì, i dati mostrano che i full time utilizzano più giorni, ma il diritto è garantito a tutti. - Quali rischi per chi non rispetta la normativa?
Sono previste sanzioni amministrative e rischi di contenzioso.
Perché il congedo di paternità è un tema strategico
Non è solo una questione di adempimenti. Un clima aziendale che rispetta i diritti di genitori e figli costruisce fiducia, riduce il turnover e migliora la reputazione dell’impresa. Le differenze territoriali e contrattuali evidenziate dal rapporto Save the Children mostrano che c’è ancora strada da fare per una vera equità. Ma ogni piccolo imprenditore può fare la differenza, garantendo ai propri dipendenti il pieno accesso a questo diritto.
Conoscere, pianificare, tutelare: questa è la vera difesa di chi crea lavoro.
