Contratto di apprendistato di alta formazione: guida aggiornata 2024

contratto di apprendistato di alta formazione: guida aggiornata 2024

Il contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca è una tipologia di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato che permette alle aziende di assumere giovani mentre completano un percorso di studio universitario, di alta formazione o di ricerca. Si tratta di uno strumento che unisce lavoro e formazione, offrendo vantaggi sia al datore di lavoro sia al lavoratore.

In pratica, l'apprendistato di alta formazione consente di integrare l’esperienza lavorativa con la formazione accademica, favorendo l’ingresso qualificato dei giovani nel mondo del lavoro e sostenendo la competitività delle imprese.

Cos’è il contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca

È un contratto regolato dal D.lgs. 81/2015 (articoli 41-47), rivolto a giovani tra i 18 e i 29 anni (17 anni se già in possesso di qualifica professionale). L’obiettivo è conseguire titoli come diploma di istruzione secondaria superiore, laurea, master, dottorato di ricerca, o svolgere attività di ricerca e praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche.

A cosa serve e quali sono i vantaggi

Questo contratto serve a formare giovani altamente qualificati, permettendo alle aziende di:

  • inserire risorse giovani e formate secondo le reali esigenze aziendali;
  • usufruire di agevolazioni contributive e fiscali;
  • costruire collaborazioni con università e centri di ricerca;
  • accedere a competenze innovative e aggiornate.

Come funziona: struttura e requisiti

Il contratto prevede:

  • Un piano formativo individuale, concordato tra azienda e istituzione formativa (università, ITS, enti di ricerca);
  • Una durata variabile, in funzione del titolo da conseguire (di norma da 6 mesi a 3 anni, ma può arrivare a 4 per dottorati e ricerca);
  • Un mix di attività lavorativa in azienda e formazione esterna presso l’ente formativo;
  • Retribuzione proporzionata alle ore di lavoro effettivo;
  • Assunzione a tempo indeterminato con possibilità di recesso solo al termine del periodo formativo.
Per attivare il contratto, è necessaria la stipula di una convenzione tra azienda e istituzione formativa e la definizione di un piano dettagliato delle attività formative e lavorative.

Esempi pratici

Un’impresa può assumere un giovane iscritto a un corso di laurea magistrale in ingegneria, che lavorerà in azienda su progetti coerenti con il piano di studi e frequenterà le lezioni universitarie secondo un calendario concordato. Oppure, una PMI può inserire un laureando in economia che, mentre lavora in azienda, svolge attività di ricerca per la tesi finale.

Differenze con altri tipi di apprendistato

L’apprendistato di alta formazione si distingue da quello professionalizzante (che mira all’acquisizione di una qualifica professionale) e da quello per la qualifica e il diploma professionale (rivolto a giovani tra i 15 e i 25 anni). Solo quello di alta formazione permette il conseguimento di titoli universitari e l’accesso a percorsi di ricerca.

FAQ – Domande frequenti

  • Chi può essere assunto? Giovani tra 18 e 29 anni iscritti a percorsi di alta formazione, università, master, dottorati o attività di ricerca.
  • Quali aziende possono attivarlo? Tutte, a prescindere dal settore e dalla dimensione, purché stipulino una convenzione con l’ente formativo.
  • Quali sono i costi? I contributi previdenziali sono ridotti rispetto ai contratti ordinari, e il costo del lavoro è inferiore grazie a specifiche agevolazioni.
  • Che titoli si possono conseguire? Diploma, laurea, master, dottorato, abilitazione professionale, titoli ITS.
  • È possibile licenziare durante il periodo di apprendistato? Solo per giusta causa o giustificato motivo; al termine del periodo formativo, il contratto prosegue come ordinario a tempo indeterminato salvo recesso.

Storia e novità recenti

L’apprendistato di alta formazione nasce nel 2003 (D.lgs. 276/2003) e viene riformato dal Jobs Act (D.lgs. 81/2015), che ne amplia l’applicazione e semplifica le procedure. Negli ultimi anni, il PNRR e le politiche attive del lavoro hanno puntato a rafforzare questa forma di contratto, promuovendo la collaborazione tra imprese e università e incentivando l’assunzione di giovani altamente qualificati. Le Regioni possono prevedere ulteriori misure di sostegno e semplificazioni operative.

Fonti e approfondimenti