
La detrazione per figli a carico è una riduzione dell’imposta sul reddito riconosciuta ai lavoratori dipendenti che hanno figli fiscalmente a carico. In pratica, permette ai datori di lavoro di applicare uno sconto sulle tasse trattenute in busta paga, alleggerendo il carico fiscale del dipendente e, indirettamente, semplificando la gestione amministrativa per l’azienda.
La detrazione per figli a carico è un diritto previsto dalla normativa italiana, regolamentato dall’articolo 12 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Si applica a ogni figlio che, nell’anno di riferimento, abbia un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro (o 4.000 euro se di età inferiore a 24 anni). Il datore di lavoro, come sostituto d’imposta, è tenuto a riconoscere la detrazione direttamente in busta paga, previa richiesta e dichiarazione del dipendente.
Come funziona la detrazione per figli a carico
La detrazione si calcola in base al reddito complessivo del lavoratore e al numero di figli a carico. L’importo massimo della detrazione diminuisce all’aumentare del reddito. Dal 2022, per i figli minori di 21 anni, la detrazione è stata sostituita dall’assegno unico universale, ma resta valida per i figli con più di 21 anni e per quelli con disabilità, anche se minori.
Esempio pratico
Un dipendente con due figli a carico, di cui uno di 23 anni e uno di 17 anni, potrà usufruire della detrazione solo per il figlio di 23 anni (se rispetta i limiti di reddito), mentre per il minore di 21 anni si applicherà l’assegno unico.
Come richiedere la detrazione
Il lavoratore deve comunicare al datore di lavoro la presenza di figli a carico compilando l’apposito modulo (di solito fornito in fase di assunzione o aggiornato annualmente). Il datore di lavoro applicherà la detrazione ogni mese direttamente in busta paga, ricalcolando il netto da corrispondere.
Detrazione per figli a carico: differenze con altre agevolazioni
Non va confusa con l’assegno unico universale, che ha sostituito dal 2022 le detrazioni per figli minori di 21 anni e gli assegni familiari. La detrazione resta invece per i figli con più di 21 anni e per i figli con disabilità, anche se minori.
FAQ
- Chi ha diritto alla detrazione per figli a carico? Tutti i lavoratori dipendenti che hanno figli con reddito inferiore ai limiti di legge e che non beneficiano dell’assegno unico.
- La detrazione si applica anche ai figli maggiorenni? Sì, purché siano a carico e non abbiano superato i limiti di reddito previsti.
- Come si calcola la detrazione? L’importo varia in base al reddito complessivo e al numero di figli. Il calcolo è effettuato dal datore di lavoro in busta paga.
- Serve presentare documenti ogni anno? Sì, è consigliato aggiornare annualmente la dichiarazione dei familiari a carico.
- Cosa succede se cambia la situazione familiare? Il lavoratore deve comunicarlo tempestivamente al datore di lavoro per evitare errori nei calcoli.
Storia e novità recenti
Le detrazioni per figli a carico sono state introdotte per sostenere le famiglie e alleggerire il peso fiscale sui lavoratori. Dal 2022, con l’introduzione dell’assegno unico universale, il sistema è stato profondamente modificato: la detrazione resta solo per i figli maggiori di 21 anni e per i figli con disabilità. Le aziende devono quindi prestare particolare attenzione alle nuove regole per evitare errori e sanzioni.
Obblighi per le aziende
I datori di lavoro sono obbligati a raccogliere le dichiarazioni dei dipendenti e ad applicare correttamente la detrazione in busta paga. Errori o omissioni possono comportare contestazioni e sanzioni fiscali. È fondamentale aggiornare costantemente le procedure interne e informare i dipendenti sulle novità normative.