L’INPS ha pubblicato l’Osservatorio sul monitoraggio dei flussi di pensionamento con i dati aggiornati al 2024 e 2025. Questi dati rappresentano un punto di riferimento per chi gestisce personale in azienda, perché consentono di prevedere possibili uscite dal lavoro, programmare assunzioni e organizzare la continuità operativa. In questo approfondimento analizziamo cosa emerge dall’osservatorio, quali sono le categorie di pensioni coinvolte, i numeri principali e cosa deve sapere chi guida una piccola impresa.
Flussi di pensionamento: cosa dice l’osservatorio INPS
Nel 2024 sono state erogate 901.152 pensioni con un importo medio mensile di 1.218 euro. Nel 2025, invece, le pensioni sono state 831.285, con un importo medio di 1.229 euro. I dati comprendono tutte le principali tipologie: pensioni di vecchiaia, anticipate, di invalidità e ai superstiti. Gli assegni sociali sono inclusi nei totali.
Ripartizione delle pensioni per categoria
- Pensioni di vecchiaia: 276.603 nel 2024, 267.332 nel 2025
- Pensioni anticipate: 225.046 nel 2024, 202.708 nel 2025
- Pensioni di invalidità: 62.400 nel 2024, 53.601 nel 2025
- Pensioni ai superstiti: 238.832 nel 2024, 210.863 nel 2025
Questi numeri aiutano a capire l’andamento delle uscite dal lavoro e a stimare il ricambio generazionale nelle aziende.
Gestione delle pensioni: quali lavoratori sono coinvolti
L’osservatorio distingue tra diverse gestioni previdenziali. Il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD) rappresenta la fetta più ampia: 361.364 pensioni nel 2024 e 328.441 nel 2025. Seguono artigiani, commercianti, parasubordinati e coltivatori diretti. Questo dato interessa direttamente chi gestisce personale in azienda: il ricambio generazionale, la gestione delle uscite e la pianificazione di nuove assunzioni sono aspetti chiave per la continuità dell’attività.
Perché questi dati sono importanti per le piccole imprese
Per un piccolo imprenditore, conoscere i flussi di pensionamento significa poter anticipare le uscite di personale esperto, evitare interruzioni operative e pianificare il passaggio di competenze. I dati INPS permettono di stimare quanti dipendenti potrebbero andare in pensione nei prossimi anni e di prepararsi per tempo, evitando di trovarsi scoperti o dover affrontare assunzioni d’emergenza.
FAQ: le domande più frequenti dei datori di lavoro
- Come posso sapere quando un mio dipendente andrà in pensione?
- Ogni lavoratore può richiedere l’estratto conto contributivo e la simulazione della pensione direttamente sul sito INPS. Il datore di lavoro può supportare il dipendente nell’ottenere queste informazioni e pianificare insieme il passaggio.
- Cosa succede se un dipendente va in pensione prima del previsto?
- Le pensioni anticipate sono una possibilità prevista dalla legge. È importante monitorare le condizioni di accesso e confrontarsi regolarmente con il personale prossimo all’uscita.
- Come gestire il passaggio di competenze?
- È fondamentale avviare per tempo un piano di affiancamento tra chi esce e chi entra, per non disperdere know-how e garantire la continuità aziendale.
- Ci sono incentivi per assumere in sostituzione di chi va in pensione?
- Alcune misure possono agevolare le assunzioni, specie per i giovani. È consigliabile informarsi presso il proprio consulente del lavoro per valutare le opportunità disponibili.
Conclusioni
Monitorare i flussi di pensionamento è uno strumento di difesa per chi fa impresa. Sapere quando e quanti lavoratori usciranno dal ciclo produttivo consente di programmare, proteggere il proprio business e difendere la serenità aziendale. Conoscere i dati non basta: serve agire per tempo. Chi guida un’azienda non deve mai farsi trovare impreparato.
