La legge di bilancio 2026 introduce una serie di novità sugli ammortizzatori sociali e sulle misure di sostegno al reddito che toccano da vicino le piccole imprese italiane. Con la circolare INPS 15 gennaio 2026, n. 1, vengono riepilogate tutte le disposizioni che ogni imprenditore deve conoscere per proteggere la propria attività e i propri collaboratori.
Le novità sugli ammortizzatori sociali per le imprese
Tra le principali novità troviamo:
- Nuove disposizioni sugli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro.
- Trattamenti di sostegno al reddito per lavoratori dipendenti da imprese che operano in aree di crisi industriale complessa.
- Proroga dell’esonero dal pagamento della contribuzione addizionale per unità produttive in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) nelle aree di crisi industriale complessa.
- Trattamento straordinario di integrazione salariale per cessazione di attività.
- Proroga di convenzioni per l’utilizzo di lavoratori socialmente utili fino al 31 dicembre 2026.
- Misure di sostegno al reddito per i dipendenti di imprese del settore call center.
- Ulteriore periodo di trattamento straordinario per imprese con rilevanza economica strategica.
- Proroga del trattamento straordinario di integrazione salariale per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento complessi di crisi.
- Sostegno al reddito per lavoratori sospesi o impiegati a orario ridotto in aziende sequestrate o confiscate.
- Interventi straordinari in seguito ad accordi di transizione occupazionale.
- Misure urgenti a favore degli occupati in gruppi di imprese.
Inoltre, sono state aggiornate le disposizioni sugli ammortizzatori sociali per chi ha cessato il rapporto di lavoro.
Cosa cambia per le piccole imprese?
Per chi gestisce una piccola impresa, queste novità significano la possibilità di accedere a strumenti di protezione in caso di crisi, riorganizzazione o difficoltà temporanee. Le proroghe e le nuove misure offrono più tempo e più flessibilità per gestire situazioni di incertezza senza lasciare i lavoratori senza tutele.
In particolare, le imprese che operano in aree di crisi industriale complessa potranno continuare a beneficiare dell’esonero dalla contribuzione addizionale e di periodi aggiuntivi di CIGS. Le aziende coinvolte in processi di riorganizzazione complessa avranno più margine di manovra per salvaguardare l’occupazione.
FAQ – Domande frequenti
- Le nuove misure si applicano anche alle microimprese?
- Sì, molte delle disposizioni riguardano anche le imprese con pochi dipendenti, soprattutto se operano in settori o aree colpite da crisi.
- Come si accede ai nuovi ammortizzatori sociali?
- È necessario seguire le istruzioni contenute nella circolare INPS n. 1/2026 e presentare domanda tramite i canali previsti dall’INPS, con il supporto del consulente del lavoro.
- Quali sono i vantaggi concreti per le piccole imprese?
- Più tempo per la riorganizzazione, meno costi imprevisti grazie alle proroghe sugli esoneri contributivi, maggiore protezione per i lavoratori in caso di crisi.
- Le novità riguardano solo alcuni settori?
- No, anche se alcune misure sono specifiche per call center, imprese in aree di crisi o aziende strategiche, molte disposizioni sono estese a tutte le imprese che rientrano nei requisiti.
- Serve aggiornarsi con il proprio consulente?
- Assolutamente sì: ogni caso è diverso e solo un confronto diretto permette di sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla legge di bilancio 2026.
Perché è importante restare aggiornati
Le regole cambiano, ma il rischio di perdere tempo e denaro resta. Chi guida una piccola impresa non può permettersi di ignorare le novità sugli ammortizzatori sociali: ogni dettaglio può fare la differenza tra resistere o cedere di fronte alle difficoltà. La legge di bilancio 2026 offre nuove opportunità di difesa: conoscerle è il primo passo per non farsi trovare impreparati.
Per approfondire ogni dettaglio, consulta la circolare INPS 15 gennaio 2026, n. 1 o confrontati con il tuo consulente del lavoro di fiducia.
