Il registro dei lavoratori somministrati è un documento obbligatorio per tutte le aziende che utilizzano personale assunto tramite agenzie di somministrazione. Serve a tracciare con precisione chi, quando e per quanto tempo presta attività lavorativa in azienda attraverso contratti di somministrazione, tutelando l’impresa da sanzioni e garantendo trasparenza nei rapporti di lavoro.
Questo registro, previsto dall’art. 35 del D.Lgs. 81/2015, è uno strumento fondamentale per la gestione corretta dei lavoratori somministrati, anche detti "in missione". Ogni datore di lavoro che si avvale di personale tramite agenzia è tenuto a istituirlo e aggiornarlo costantemente, indicando per ogni lavoratore: dati anagrafici, estremi del contratto di somministrazione, periodo di impiego, mansioni svolte e agenzia di provenienza.
Cos’è il registro dei lavoratori somministrati
Il registro dei lavoratori somministrati è un documento cartaceo o elettronico che raccoglie tutte le informazioni relative ai lavoratori inviati in azienda da un’agenzia di somministrazione lavoro. È distinto dal Libro Unico del Lavoro (LUL), perché riguarda solo il personale in missione tramite somministrazione, non assunto direttamente dall’azienda utilizzatrice.
A cosa serve e perché è obbligatorio
Lo scopo principale è garantire la tracciabilità e la regolarità dei rapporti di lavoro temporanei, proteggendo l’azienda da contestazioni e sanzioni amministrative. Il registro permette agli organi ispettivi di verificare in ogni momento la posizione di ogni lavoratore somministrato e il rispetto delle norme contrattuali e contributive.
Come funziona e cosa deve contenere
- Nome, cognome e codice fiscale del lavoratore somministrato
- Data di inizio e fine della missione
- Tipologia di contratto di somministrazione
- Mansione e livello di inquadramento
- Denominazione e dati dell’agenzia di somministrazione
- Eventuali proroghe o trasformazioni della missione
Il registro può essere tenuto in formato elettronico, purché sia garantita la data certa di ogni annotazione e la sua immodificabilità. È consigliato integrarlo nei software di gestione del personale, per evitare errori e dimenticanze.
Obblighi e rischi per le aziende
La mancata istituzione o l’aggiornamento incompleto del registro comporta sanzioni amministrative che possono arrivare a diverse migliaia di euro per ogni lavoratore non registrato. In caso di controlli, la mancanza del registro può essere interpretata come indizio di irregolarità nei rapporti di lavoro, con conseguenze anche in termini di responsabilità solidale tra azienda e agenzia.
Esempi pratici di gestione
Un’azienda con picchi stagionali che si affida a lavoratori somministrati deve aggiornare il registro ogni volta che un nuovo lavoratore inizia o termina la missione. Ad esempio, se a gennaio arrivano tre nuovi somministrati per un mese, vanno registrati subito con tutti i dati richiesti e, alla fine della missione, aggiornata la data di uscita.
Differenze con altri registri e documenti simili
Il registro dei lavoratori somministrati non sostituisce il Libro Unico del Lavoro (LUL), che resta obbligatorio per tutti i dipendenti diretti. Non va confuso nemmeno con il registro delle presenze, che traccia le ore lavorate da tutti i dipendenti, inclusi i somministrati.
FAQ – Domande frequenti
- Chi deve istituire il registro? Tutte le aziende che utilizzano lavoratori somministrati, indipendentemente dal numero.
- È obbligatorio anche per le microimprese? Sì, non ci sono esenzioni per dimensione aziendale.
- Si può tenere in formato elettronico? Sì, purché sia garantita la non modificabilità e la data certa.
- Va aggiornato ogni giorno? Va aggiornato ogni volta che cambia la situazione di un lavoratore somministrato (inizio, fine, proroga, trasformazione).
- Quali sanzioni sono previste? Sanzioni amministrative da 250 a 1.500 euro per ogni lavoratore non registrato.
Storia e novità normative
L’obbligo di tenuta del registro nasce con la riforma Biagi (D.Lgs. 276/2003) e viene confermato dal Jobs Act (D.Lgs. 81/2015). Negli ultimi anni, le ispezioni si sono concentrate molto sulla regolarità dei rapporti di somministrazione, soprattutto per contrastare l’uso improprio di lavoratori interinali e garantire condizioni di lavoro eque. Alcuni aggiornamenti hanno facilitato la digitalizzazione del registro, ma la responsabilità della corretta tenuta resta sempre in capo all’azienda utilizzatrice.
