Ricongiunzione contributi 2026: nuove tabelle INPS e cosa cambia per le aziende

Ricongiunzione contributi 2026: nuove tabelle INPS e cosa cambia per le aziende

Dal 2026 cambiano le regole per chi vuole ricongiungere i contributi previdenziali versati in diverse gestioni INPS. Con la circolare INPS n. 5 del 28 gennaio 2026, sono state aggiornate le tabelle per il calcolo delle rate di ricongiunzione, fissando il nuovo tasso di interesse annuo composto all'1,4%. Questo valore deriva dalla variazione media annua dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati relativa al 2025.

Cos'è la ricongiunzione dei periodi assicurativi

La ricongiunzione consente ai lavoratori di riunire i contributi versati in diverse gestioni previdenziali, così da avere una posizione contributiva unica e più chiara. È una soluzione fondamentale per chi, nel corso della carriera, ha cambiato più datori di lavoro o gestioni (ad esempio, passando da dipendente a autonomo e viceversa).

Per le piccole aziende, conoscere queste regole significa offrire ai propri collaboratori informazioni precise e tutelare i loro diritti previdenziali.

Come funziona la rateizzazione

La legge 45/1990 permette di rateizzare il debito da ricongiunzione, rendendo più semplice per i lavoratori saldare quanto dovuto. Le nuove tabelle INPS 2026 consentono di calcolare l'importo della rata mensile costante, scegliendo tra un minimo di 2 e un massimo di 120 rate. Inoltre, sono stati aggiornati i coefficienti per calcolare il debito residuo in caso di sospensione dei pagamenti prima dell'estinzione completa.

Per le aziende, questo significa poter rispondere con chiarezza alle domande dei dipendenti che valutano la ricongiunzione e fornire supporto concreto nei rapporti con l'INPS.

Perché questa novità interessa i piccoli imprenditori

La gestione corretta dei contributi previdenziali non riguarda solo il singolo lavoratore, ma anche il datore di lavoro che deve garantire trasparenza e rispetto delle regole. Conoscere gli aggiornamenti INPS è fondamentale per evitare errori e ritardi che possono costare caro sia in termini economici che di tempo perso.

Inoltre, la possibilità di rateizzare il debito di ricongiunzione può rappresentare un vantaggio anche in fase di contrattazione e gestione del personale, soprattutto per le realtà con meno di 30 dipendenti, dove ogni scelta pesa sul bilancio aziendale.

FAQ sulla ricongiunzione dei periodi assicurativi 2026

Chi può richiedere la ricongiunzione?
Tutti i lavoratori che hanno contributi in diverse gestioni previdenziali e vogliono unificarli in una sola posizione INPS.
Quanto costa la ricongiunzione?
Il costo varia in base ai contributi da ricongiungere e viene calcolato secondo le nuove tabelle INPS 2026, con un tasso d’interesse dell’1,4%.
Si può pagare a rate?
Sì, da 2 a 120 rate mensili, secondo le opzioni previste dalla legge 45/1990.
Cosa succede se si sospende il pagamento?
Le tabelle INPS aggiornate permettono di calcolare il debito residuo in caso di sospensione prima dell’estinzione completa.
Serve il supporto di un consulente?
Per evitare errori e perdite di tempo, è consigliabile rivolgersi a un servizio di consulenza specializzato, che sappia guidare l’imprenditore tra regole, calcoli e comunicazioni con l’INPS.

Cosa devono fare ora i datori di lavoro

Se hai dipendenti che ti chiedono informazioni sulla ricongiunzione, o se vuoi semplicemente essere aggiornato sulle regole che possono impattare la tua azienda, verifica sempre di avere a disposizione le tabelle INPS più recenti e affidati a chi ti difende davvero contro le complicazioni e le perdite di tempo.

Conoscere le novità ti permette di tutelare la tua azienda e i tuoi collaboratori, evitando errori e spiacevoli sorprese.