Se hai cambiato strada nella tua carriera – da libero professionista a imprenditore, o viceversa – oggi c’è una novità che ti riguarda da vicino: la ricongiunzione dei contributi tra partita IVA e lavoro dipendente diventa finalmente più chiara. L’INPS, con la circolare del 9 febbraio 2026 n. 15, aggiorna le regole per unificare i contributi versati in casse diverse, tra Gestione Separata e casse professionali. Una svolta concreta per chi vuole difendere ogni euro versato, senza lasciare nulla indietro.
Ricongiunzione dei contributi: cosa significa davvero?
Molti imprenditori e professionisti si sono trovati a dover gestire periodi di lavoro diversi: qualche anno da dipendente, poi la scelta della partita IVA, o viceversa. Fino a oggi, i contributi finivano dispersi tra gestioni diverse, spesso senza possibilità di unirli per costruire una pensione solida. Ora, grazie alle nuove regole INPS, puoi ricongiungere i contributi e avere un quadro previdenziale unico.
Chi può richiedere la ricongiunzione?
La novità riguarda chi ha versato contributi sia nella Gestione Separata INPS (tipica di chi lavora con partita IVA) sia in una delle casse professionali (avvocati, architetti, commercialisti, geometri, ecc.). Anche chi ha fatto il percorso opposto – da lavoratore subordinato a libero professionista – può beneficiarne. Restano esclusi coloro che hanno già usato quei periodi per ottenere una pensione e chi ha contributi, anche parziali, versati prima del 1° aprile 1996 presso una cassa privata.
Come funziona la ricongiunzione?
- Puoi trasferire i contributi dalla Gestione Separata verso una cassa professionale, o viceversa.
- Il trasferimento deve essere totale: tutti i periodi disponibili devono essere ricongiunti.
- Il calcolo del costo si basa sull’aliquota IVS della Gestione Separata (33% per il 2025) applicata alla retribuzione degli ultimi 12 mesi utili, rapportata ai periodi da trasferire, meno i contributi già versati.
- Nel trasferimento verso le casse professionali, i contributi sono valutati solo con il sistema contributivo.
Le nuove regole si applicano da subito, anche alle domande già presentate e ai ricorsi in corso.
Perché questa novità interessa i piccoli imprenditori?
Ogni imprenditore sa che il futuro si costruisce mattone dopo mattone. Lasciare contributi dispersi significa rinunciare a risorse preziose per la propria pensione. Ora puoi difendere ogni contributo, senza sorprese e senza dover affrontare ostacoli inutili. La chiarezza sulle regole ti permette di programmare, scegliere e non subire decisioni prese da altri.
FAQ – Domande frequenti sulla ricongiunzione dei contributi
- Posso ricongiungere solo una parte dei contributi?
- No, la domanda deve riguardare tutti i periodi ancora disponibili.
- Quanto costa la ricongiunzione?
- Dipende dalla retribuzione degli ultimi 12 mesi e dai contributi già versati. L’aliquota di riferimento è il 33% per il 2025.
- Posso ricongiungere i contributi se ho già ottenuto una pensione?
- No, la ricongiunzione non è possibile se i periodi sono già stati utilizzati per una pensione.
- Da quando valgono le nuove regole?
- Le disposizioni sono operative dalla pubblicazione della circolare INPS del 9 febbraio 2026.
- Serve l’aiuto di un consulente?
- La materia è tecnica: affidarsi a chi difende i tuoi interessi può fare la differenza tra una scelta consapevole e una rinuncia.
Cosa cambia per chi fa impresa?
La possibilità di ricongiungere i contributi non è solo una questione previdenziale: è un diritto di chi crea valore e lavoro. È un’arma in più per difendere il proprio futuro, con regole finalmente chiare e accessibili. Nessun imprenditore dovrebbe lasciare indietro ciò che ha costruito con fatica. Oggi puoi fare scelte consapevoli, senza più sentirti solo davanti a regole incomprensibili.
Conclusioni
La ricongiunzione dei contributi tra partita IVA e lavoro dipendente è una svolta per chi non si arrende alle complicazioni. Unisciti a chi difende ogni euro versato e costruisci il tuo futuro su basi solide. Conoscere le regole è il primo passo per non subirle.
