Riforma disabilità: cosa cambia per i datori di lavoro dal 2026

Riforma disabilità: cosa cambia per i datori di lavoro dal 2026

La riforma dell’accertamento della condizione di disabilità, prevista dal d.lgs. 62/2024, segna una nuova tappa dal 1° marzo 2026: l’INPS estende la sperimentazione a 40 nuove province, con l’obiettivo di arrivare all’accertamento esclusivo da parte dell’Istituto dal 1° gennaio 2027. Cosa significa per chi gestisce un’azienda con dipendenti? Ecco tutto quello che devi sapere, spiegato in modo chiaro.

Cos’è la riforma dell’accertamento della disabilità?

La riforma punta a semplificare e uniformare le procedure di accertamento della disabilità. Dal 2026, il processo sarà gestito in via esclusiva dall’INPS, con nuove regole operative per la certificazione medica introduttiva. Questo documento è il punto di partenza per tutte le valutazioni e dovrà essere compilato e inviato telematicamente dai medici attraverso il servizio online dell’INPS.

Chi può rilasciare il certificato medico introduttivo?

  • Medici di medicina generale
  • Pediatri di libera scelta
  • Specialisti ambulatoriali SSN
  • Medici ospedalieri
  • Medici di strutture private accreditate
  • Medici in quiescenza iscritti all’albo

Per i datori di lavoro, è importante sapere che il rilascio del certificato sarà più veloce e trasparente, riducendo i tempi di attesa per i dipendenti che devono avviare pratiche di accertamento dell’invalidità.

Come funziona la nuova procedura per i medici?

I medici che non hanno mai utilizzato il sistema devono compilare il modulo AP110 e inviarlo via PEC all’INPS competente. Chi è già abilitato può continuare a usare il proprio profilo. I medici non dipendenti SSN devono presentare anche una dichiarazione di responsabilità e possedere la firma digitale.

Cosa cambia per i datori di lavoro?

  • Tempi più certi per l’accertamento dell’invalidità dei dipendenti
  • Procedure digitalizzate: meno attese, meno passaggi inutili
  • Maggiore trasparenza nei rapporti con l’INPS
  • Possibilità di monitorare meglio le tempistiche di assenze e pratiche di legge 104/invalidità

Per chi gestisce un team, significa poter programmare con più sicurezza e non restare bloccato da pratiche indefinite.

FAQ – Domande frequenti

1. Cosa devo fare se un mio dipendente chiede il riconoscimento della disabilità?

Dal 2026 il dipendente dovrà rivolgersi a uno dei medici abilitati per il certificato introduttivo, che avvierà la pratica online con l’INPS. Il datore di lavoro non deve più gestire documenti cartacei o inseguire scadenze poco chiare.

2. I tempi saranno più rapidi?

Sì, la digitalizzazione e la centralizzazione delle procedure puntano proprio a tagliare i tempi morti e a rendere tutto più tracciabile.

3. Cambia qualcosa per la gestione delle assenze?

Con tempistiche più certe, il datore di lavoro può pianificare meglio la gestione delle assenze legate a visite e accertamenti.

4. Ci sono territori esclusi?

Sì, la Provincia autonoma di Bolzano resta esclusa dalla riforma perché l’INPS non gestisce lì l’accertamento della disabilità.

5. Dove trovare ulteriori informazioni?

L’INPS ha attivato una casella email dedicata (sperimentazionedisabilita@inps.it) per chiarimenti tecnici e procedurali.

Perché questa riforma interessa i piccoli imprenditori?

Ogni imprenditore che ha dipendenti può trovarsi a gestire richieste di accertamento di disabilità o di agevolazioni collegate (permessi, legge 104, ecc.). Sapere che le procedure saranno più snelle e digitali significa poter contare su tempi certi e meno rischi di errori o ritardi che possono ricadere sull’azienda.

Conclusioni

La riforma dell’accertamento della disabilità è un passo avanti verso la semplificazione e la trasparenza. Per chi guida un’azienda, meno incertezza significa più tempo e più energie da dedicare al lavoro vero. Conoscere le nuove regole è il primo scudo contro le complicazioni inutili.