Ogni festività nazionale e religiosa è un giorno di riposo retribuito: il dipendente non lavora e tu gli paghi comunque la giornata. Se gli chiedi di lavorare, gli devi la retribuzione delle ore lavorate più la maggiorazione per lavoro festivo del tuo CCNL, e prima ancora ti serve il suo consenso: la Cassazione considera il riposo nelle festività un diritto individuale del lavoratore. Quando la festività cade di domenica, al dipendente con retribuzione mensile spetta una giornata di paga in più.
Tra l'8 dicembre e l'Epifania arrivano cinque festività in un mese. Questa guida ti mostra quali giorni sono festivi, come li paghi a impiegati e operai, cosa succede quando cadono di sabato o di domenica, come chiedere ai dipendenti di lavorare e quanto costa farlo, con un esempio numerico e l'agevolazione fiscale del 2026 sulle maggiorazioni.
Quali sono i giorni festivi
La legge di riferimento è la legge 27 maggio 1949, n. 260, modificata nel tempo dalla legge 54 del 1977 (che ha soppresso alcune festività religiose) e dal DPR 792 del 1985 (che ha ripristinato l'Epifania). Dal 2026 il calendario conta una festività in più: la legge n. 151 del 2025 ha istituito la festa nazionale di San Francesco d'Assisi il 4 ottobre. Ne abbiamo parlato in 4 ottobre festa nazionale: cosa cambia per la tua impresa.
Oggi le festività retribuite sono queste:
| Data | Festività | Tipo |
|---|---|---|
| 1° gennaio | Capodanno | infrasettimanale |
| 6 gennaio | Epifania | infrasettimanale |
| Lunedì dopo Pasqua | Lunedì dell'Angelo | infrasettimanale |
| 25 aprile | Anniversario della Liberazione | nazionale |
| 1° maggio | Festa del lavoro | nazionale |
| 2 giugno | Festa della Repubblica | nazionale |
| 15 agosto | Assunzione | infrasettimanale |
| 4 ottobre | San Francesco d'Assisi | nazionale (dal 2026) |
| 1° novembre | Ognissanti | infrasettimanale |
| 8 dicembre | Immacolata Concezione | infrasettimanale |
| 25 dicembre | Natale | infrasettimanale |
| 26 dicembre | Santo Stefano | infrasettimanale |
| Data variabile | Santo Patrono del comune della sede di lavoro | da CCNL |
Il Santo Patrono non nasce dalla legge nazionale ma dai contratti collettivi, che lo riconoscono quasi tutti. Conta il patrono del comune in cui il dipendente lavora, non quello in cui vive e non quello della sede legale. Se hai due unità operative in due comuni diversi, hai due patroni diversi da gestire nel calendario.
Le festività soppresse nel 1977 (19 marzo, Ascensione, Corpus Domini, 29 giugno) non sono più giorni di riposo: la maggior parte dei CCNL le compensa con i permessi per ex festività. Trovi come funzionano nella nostra guida ai permessi ROL ed ex festività.
Il calendario di dicembre 2026 e del 2027
Il giorno della settimana in cui cade una festività cambia la busta paga. Ecco quello che ti aspetta nei prossimi mesi:
- martedì 8 dicembre 2026: festività infrasettimanale, nessuna quota aggiuntiva;
- venerdì 25 dicembre 2026: festività infrasettimanale;
- sabato 26 dicembre 2026: il trattamento dipende dal tuo CCNL e dall'orario su cinque o sei giorni;
- venerdì 1° gennaio 2027 e mercoledì 6 gennaio 2027: festività infrasettimanali.
Nel 2027 cadono di domenica il 25 aprile, il 15 agosto e il 26 dicembre; di sabato il 1° maggio e il 25 dicembre. Nel 2026, invece, il 4 ottobre e il 1° novembre sono caduti di domenica: per questo nella busta paga di novembre i dipendenti con retribuzione mensile trovano la quota aggiuntiva per Ognissanti.
Come paghi le festività
Il principio è semplice: nel giorno festivo il dipendente non lavora e conserva la retribuzione. Il modo in cui paghi la giornata, però, cambia tra lavoratori con retribuzione mensile e lavoratori con retribuzione oraria.
Dipendenti con retribuzione mensile
Impiegati, quadri e, in molti CCNL, anche gli operai "mensilizzati" ricevono uno stipendio fisso che comprende già le festività infrasettimanali. A dicembre il tuo impiegato non lavora l'8, il 25 e il 26, ma la sua retribuzione mensile resta identica a quella di un mese senza festività. In busta paga trovi la festività indicata come giornata retribuita, non come voce economica in più.
Dipendenti con retribuzione oraria
Per il dipendente con paga oraria la festività è una voce in più: paghi la quota giornaliera corrispondente all'orario normale. Di regola la quota è pari a un sesto dell'orario settimanale contrattuale, quindi 6 ore e 40 minuti per un orario di 40 ore. Alcuni CCNL usano criteri diversi: il tuo consulente applica quello del contratto che hai scelto.
Part-time
Al dipendente a tempo parziale la festività spetta in proporzione all'orario. Nel part-time verticale, con giorni lavorati e giorni liberi, la verifica cambia da caso a caso: conta se la festività cade in un giorno in cui il dipendente avrebbe lavorato e cosa prevede il CCNL. È uno dei punti in cui gli errori sono più frequenti, perché il programma paghe da solo non conosce la distribuzione dell'orario concordata nel contratto individuale.
Festività di domenica e di sabato
Quando la festività cade di domenica
Se la festività coincide con la domenica, il dipendente perde di fatto un giorno di riposo, perché la domenica sarebbe comunque stata libera. La legge 260 del 1949 lo compensa con una retribuzione aggiuntiva:
- al dipendente con retribuzione mensile spetta, oltre allo stipendio, una quota giornaliera, di regola 1/26 della retribuzione mensile;
- al dipendente con retribuzione oraria spetta una quota pari a un sesto della retribuzione settimanale.
Il CCNL può prevedere modalità diverse, per esempio un giorno di riposo in sostituzione del pagamento. Un esempio concreto: con una retribuzione mensile di 1.900 euro, la festività di domenica vale 1.900 / 26 = 73,08 euro lordi in più nella busta paga del mese.
Quando la festività cade di sabato
La legge non prevede nulla per il sabato, perché lo considera un giorno lavorativo. Se la tua azienda lavora su cinque giorni, dal lunedì al venerdì, il dipendente non lavora il sabato in ogni caso, e la festività del 26 dicembre 2026 rischia di non dargli nessun beneficio. Alcuni CCNL estendono al sabato il trattamento previsto per la domenica, altri no. Prima di chiudere il cedolino di dicembre chiedi al tuo consulente cosa prevede il tuo contratto: la differenza è una giornata di paga per ogni dipendente.
Festività durante ferie, malattia e maternità
La festività resta retribuita anche quando il dipendente è assente per altri motivi:
- ferie: la festività che cade durante le ferie non conta come giorno di ferie. Se il dipendente prende ferie dal 21 al 31 dicembre, il 25 e il 26 non le scali dal suo monte ferie;
- malattia e infortunio: la giornata resta retribuita; il tuo consulente coordina l'indennità INPS o INAIL con l'integrazione a tuo carico prevista dal CCNL;
- maternità e congedi: anche qui la festività rientra nel periodo indennizzato, con le regole di integrazione del contratto.
Lavorare nei giorni festivi: serve il consenso
Questo è il punto in cui molte piccole imprese sbagliano, soprattutto nel commercio e nei servizi aperti sotto le feste. La legge 260 riconosce al dipendente il diritto di astenersi dal lavoro nelle festività. La Corte di Cassazione lo ha ribadito più volte: tra le altre, con la sentenza n. 16592 del 2015 ha giudicato illegittima la sanzione disciplinare a una lavoratrice che aveva rifiutato di lavorare in un giorno festivo, e con la sentenza n. 27948 del 2017 ha confermato che il lavoro festivo richiede la volontà del lavoratore.
In pratica, per la giurisprudenza:
- non puoi imporre il lavoro festivo con un ordine di servizio, nemmeno se l'azienda resta aperta sette giorni su sette;
- una clausola del CCNL che obbliga al lavoro nelle festività infrasettimanali non basta a superare il diritto del singolo dipendente;
- serve un accordo con il lavoratore, oppure un accordo sindacale a cui il lavoratore abbia dato un mandato esplicito;
- una clausola generica nella lettera di assunzione ("il dipendente è disponibile a lavorare anche nei giorni festivi") è a rischio: un giudice può considerarla nulla perché troppo indeterminata;
- il dipendente che rifiuta legittimamente conserva la retribuzione della festività.
Non confondere la festività con la domenica. Il riposo settimanale ha un'altra disciplina, il decreto legislativo 66 del 2003: 24 ore consecutive ogni sette giorni, di regola coincidenti con la domenica, con le deroghe previste dalla legge e dai CCNL per le attività che lavorano a turni o nel fine settimana. La festività infrasettimanale, invece, resta nella disponibilità del dipendente.
Come organizzarti sotto le feste
Se la tua attività resta aperta l'8 dicembre o il 26 dicembre, muoviti adesso:
- chiedi la disponibilità per iscritto a ciascun dipendente, con le date e gli orari precisi;
- raccogli il consenso firmato, giornata per giornata o per il periodo delle feste;
- distribuisci i turni in modo equo, così nessuno lavora tutte le festività;
- comunica le presenze al tuo consulente con l'indicazione delle ore festive, perché le paga con la maggiorazione corretta e le registra nel LUL (libro unico del lavoro).
Un accordo chiaro con i tuoi dipendenti è anche un modo per riconoscere che il loro tempo con la famiglia, a Natale, ha un valore. Chi lavora volentieri in un giorno di festa lo fa perché sa che riceverà quanto gli spetta.
Quanto costa un'ora di lavoro festivo
Il lavoro nella festività vale più di un'ora ordinaria. Il dipendente con retribuzione mensile ha già la festività pagata nello stipendio; se lavora, gli paghi in più le ore lavorate e la maggiorazione per lavoro festivo fissata dal CCNL. Le percentuali cambiano molto da un contratto all'altro: nel CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi la maggiorazione per lavoro festivo è del 30%, altri contratti prevedono valori più alti o una maggiorazione ridotta quando concedi un riposo compensativo. Le ore oltre l'orario normale sono lavoro straordinario festivo, con una percentuale propria.
Registra le ore festive con cura: se ti serve un riferimento su come tenere traccia delle ore extra, leggi la nostra guida al registro degli straordinari.
Esempio pratico
Hai un negozio di abbigliamento con 8 dipendenti e applichi il CCNL Terziario. Marta è impiegata a tempo pieno con una retribuzione mensile di 1.900 euro lordi. Ipotizza una quota oraria di 11,30 euro. Marta accetta per iscritto di lavorare martedì 8 dicembre, dalle 10 alle 18, con un'ora di pausa: 7 ore.
| Voce | Calcolo | Importo lordo |
|---|---|---|
| Festività dell'8 dicembre | già compresa nello stipendio | 0,00 € in più |
| Ore lavorate | 7 × 11,30 € | 79,10 € |
| Maggiorazione festiva 30% | 79,10 € × 30% | 23,73 € |
| Totale in più nella busta paga di dicembre | 102,83 € |
Su questi 102,83 euro versi i contributi INPS e INAIL come su ogni altra voce della retribuzione, e le ore entrano nel calcolo del TFR secondo le regole del CCNL. Se nella stessa giornata Marta avesse lavorato oltre l'orario normale, le ore in più sarebbero straordinario festivo, con la maggiorazione specifica del contratto.
Ora un secondo caso. A novembre 2026 Ognissanti è caduto di domenica. Marta non ha lavorato, ma nella busta paga di novembre le spetta comunque la quota aggiuntiva: 1.900 / 26 = 73,08 euro lordi.
La tassazione agevolata del 2026 sulle maggiorazioni
Per il 2026 la legge di bilancio (legge 199 del 2025, articolo 1, commi 10 e 11) prevede un'imposta sostitutiva del 15% sulle maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e a turni. L'Agenzia delle Entrate ha dato le istruzioni con la circolare n. 2/E del 24 febbraio 2026. I punti principali:
- vale per i dipendenti del settore privato che nel 2025 hanno avuto redditi di lavoro dipendente fino a 40.000 euro;
- copre fino a 1.500 euro di maggiorazioni nell'anno; oltre la soglia torna la tassazione ordinaria;
- il datore di lavoro, come sostituto d'imposta, la applica in automatico, ma il dipendente può rinunciare per iscritto e chiedere la tassazione ordinaria;
- i dipendenti dei pubblici esercizi e del comparto turistico e termale seguono invece un trattamento integrativo speciale dedicato.
L'agevolazione riguarda solo l'IRPEF: i contributi restano dovuti sull'intero importo. Nell'esempio di Marta, la maggiorazione festiva di 23,73 euro rientra nell'imposta sostitutiva, se Marta ha i requisiti di reddito. A dicembre, con il conguaglio di fine anno, il tuo consulente verifica che il limite di 1.500 euro non sia superato e che ogni dipendente abbia il trattamento corretto. Su altre agevolazioni legate alle ore extra trovi un approfondimento nella guida alla detrazione per lavoro straordinario.
Errori da evitare
- Ordinare il lavoro festivo senza consenso. Una sanzione disciplinare contro chi rifiuta di lavorare l'8 dicembre rischia l'annullamento davanti al giudice, e il dipendente conserva comunque la paga della festività.
- Dimenticare la quota per la festività di domenica. È l'errore più comune nei mesi con una festività domenicale: il dipendente con retribuzione mensile ha diritto a 1/26 in più, salvo diversa regola del CCNL.
- Ignorare la regola del sabato. Nelle aziende con settimana corta il trattamento del 26 dicembre 2026 cambia da contratto a contratto: verifica prima di chiudere le buste paga.
- Scalare le festività dalle ferie. Il 25 e il 26 dicembre dentro un periodo di ferie restano festività: non toglierli dal monte ferie del dipendente.
- Sbagliare il patrono. Conta il comune della sede di lavoro del dipendente, non quello della sede legale dell'azienda.
- Pagare il lavoro festivo come ore ordinarie. Senza la maggiorazione del CCNL esponi l'azienda a differenze retributive e contributive, con sanzioni in caso di verifica dell'Ispettorato o dell'INPS.
- Non comunicare le ore festive al consulente. Senza il dettaglio delle presenze, nel LUL la giornata risulta come festività goduta e il dipendente non riceve quanto gli spetta.
Domande frequenti
Il dipendente può rifiutarsi di lavorare a Natale o l'8 dicembre?
Sì. Per la Cassazione il riposo nelle festività infrasettimanali è un diritto individuale: serve il suo accordo. Se rifiuta, conserva la retribuzione della giornata e non puoi sanzionarlo.
La domenica è una festività come le altre?
No. La domenica è, di regola, il giorno di riposo settimanale previsto dal decreto legislativo 66 del 2003, con deroghe per molte attività. Le festività della legge 260 hanno una disciplina diversa e un diritto di astensione più forte.
Cosa spetta al dipendente quando la festività cade di domenica?
Al dipendente con retribuzione mensile spetta una quota giornaliera in più, di regola 1/26 dello stipendio; a quello con retribuzione oraria un sesto della retribuzione settimanale. Il CCNL può prevedere un riposo sostitutivo o importi diversi.
Posso compensare il lavoro festivo con un giorno di riposo invece della maggiorazione?
Dipende dal CCNL. Alcuni contratti prevedono il riposo compensativo con una maggiorazione ridotta, altri richiedono sempre la maggiorazione piena. Concorda il riposo compensativo con il dipendente: il tuo consulente lo indica in busta paga.
Il 4 ottobre è una festività retribuita anche nel 2027?
Sì. La legge n. 151 del 2025 ha reso il 4 ottobre festa nazionale a partire dal 2026, quindi vale ogni anno. Nel 2027 cade di lunedì.
L'imposta sostitutiva del 15% vale anche nel 2027?
La norma attuale riguarda solo il periodo d'imposta 2026. Per il 2027 conta quello che prevederà la nuova legge di bilancio: il tuo consulente ti aggiorna appena il testo è definitivo.
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