Cosa prevede il bando in sintesi
Il Dipartimento per le Politiche della Famiglia, insieme a Unioncamere, mette a disposizione 7,5 milioni di euro per le imprese che intendono ottenere la certificazione sulla conciliazione vita-lavoro secondo la prassi UNI/PdR 192:2026. Una quota rilevante delle risorse è riservata alle piccole imprese tra 5 e 30 dipendenti.
Cos’è la certificazione UNI/PdR 192:2026
La prassi UNI/PdR 192:2026 definisce requisiti e indicatori misurabili per i sistemi di gestione orientati alla conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro. La certificazione arriva al termine di un percorso che coinvolge:
- autovalutazione interna su pratiche e procedure;
- eventuali interventi organizzativi per allinearsi alla prassi;
- verifica e audit da parte di un organismo di certificazione accreditato.
Tra gli ambiti valutati rientrano, ad esempio, la gestione degli orari, l’attenzione alle esigenze familiari e la coerenza tra carichi di lavoro e risorse disponibili.
Finalità dell’intervento pubblico
Con questo bando le istituzioni mirano a:
- sostenere percorsi strutturati di conciliazione vita-lavoro;
- valorizzare imprese che investono sulla qualità dell’ambiente di lavoro;
- rafforzare la responsabilità sociale d’impresa in modo misurabile;
- favorire la permanenza e la crescita professionale delle lavoratrici e dei lavoratori con carichi di cura;
- promuovere un utilizzo ordinato degli strumenti digitali a supporto dell’organizzazione del lavoro.
Imprese destinatarie e requisiti di accesso
Possono presentare domanda le imprese con sede e attività in Italia e almeno un dipendente. Il bando riserva il 60% delle risorse a micro, piccole e medie imprese, con particolare attenzione alle realtà tra 5 e 30 dipendenti. I requisiti principali includono:
- superamento del test di autovalutazione online previsto dal bando;
- impegno a seguire un percorso di accompagnamento tecnico-gestionale, se previsto;
- impegno a completare il processo di certificazione UNI/PdR 192:2026 entro il 30 giugno 2027;
- regolarità contributiva e rispetto della normativa sul lavoro e sulla sicurezza, come da avviso pubblico.
Come presentare domanda
Invii la domanda tramite la piattaforma Restart di Infocamere a partire dalle ore 10:00 del 21 settembre 2026. La procedura è a sportello: l’ente gestore esamina le istanze in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse.
Il bando prevede due linee di intervento distinte:
- Assistenza tecnica e accompagnamento: servizi di supporto forniti da esperti selezionati da Unioncamere, ad esempio per analizzare le pratiche in essere, definire obiettivi e predisporre la documentazione richiesta dalla prassi.
- Contributo per i costi di certificazione: rimborso parziale delle spese sostenute per l’ente certificatore, fino a un massimo di 12.000 euro per impresa, con importi modulati in base alla dimensione aziendale.
Quali effetti per l’impresa
Ottenere la certificazione UNI/PdR 192:2026 significa dichiarare in modo trasparente, anche verso lavoratrici, lavoratori e interlocutori esterni, che hai introdotto procedure e strumenti coerenti con standard nazionali sulla conciliazione vita-lavoro. Il bando prevede inoltre:
- accesso a misure di esonero contributivo sui versamenti previdenziali collegati alla certificazione, nei limiti e con le modalità indicate nell’avviso;
- riconoscimento formale di pratiche organizzative già in uso o da consolidare;
- possibilità di confrontarti con un set di indicatori che rendono verificabili gli impegni presi.
Ogni busta paga che rispetta tempi e regole, ogni orario definito con chiarezza, ogni congedo gestito correttamente va nella stessa direzione: dare continuità al lavoro tutelando persone e impresa.
Tempistiche principali
- Apertura sportello per la presentazione delle domande: 21 settembre 2026, ore 10:00;
- Chiusura: alla data di esaurimento delle risorse, comunicata dall’ente gestore;
- Termine per conseguire la certificazione: 30 giugno 2027.
Domande frequenti (FAQ)
1. Come si colloca la UNI/PdR 192:2026 rispetto ad altre certificazioni?
La UNI/PdR 192:2026 riguarda in modo specifico la conciliazione vita-lavoro e introduce indicatori focalizzati su organizzazione dei tempi di lavoro, accesso a misure di sostegno alla famiglia e presidi per la parità di trattamento. Può affiancarsi a sistemi di gestione già presenti in azienda, come quelli sulla qualità o sulla sicurezza.
2. Ho già una certificazione sul clima aziendale. Posso comunque fare domanda?
Sì. Puoi partecipare anche se hai già altre certificazioni (ad esempio marchi legati al clima interno o al benessere percepito), a condizione che le attività finanziate riguardino in modo diretto il percorso di adeguamento alla prassi UNI/PdR 192:2026 e alla relativa certificazione.
3. Cosa succede se non ottengo la certificazione entro il 30 giugno 2027?
Se non rispetti la scadenza perdi il diritto al contributo. Per questo è utile programmare il percorso in anticipo: dalla scelta dell’ente certificatore alla raccolta delle evidenze documentali richieste.
4. Quali documenti devo predisporre per la domanda?
In linea generale ti servono: codice fiscale o partita IVA dell’impresa, attestazione del superamento del test di autovalutazione previsto dal bando, preventivo o proposta economica dell’organismo di certificazione prescelto e le eventuali dichiarazioni richieste dall’avviso (requisiti dimensionali, regolarità contributiva, aiuti ricevuti, ecc.).
5. L’esonero contributivo per quanto tempo si applica?
La durata e le percentuali dell’esonero contributivo sono indicate nel testo del bando e possono dipendere dalla data di rilascio della certificazione e da eventuali limiti annuali di spesa. Prima di assumere impegni economici, è opportuno verificare il dettaglio delle condizioni e delle esclusioni previste nell’avviso ufficiale.
