Controlli nel turismo: 63,5% delle imprese è irregolare

Controlli nel turismo: 63,5% delle imprese è irregolare

Cosa dicono i controlli nel turismo

Nel bimestre giugno–luglio 2026 il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro ha concluso una campagna straordinaria di vigilanza nel settore turistico-alberghiero. Su 785 aziende ispezionate, 486 sono risultate irregolari: il 63,53% delle imprese verificate (fonte: ansa.it).

Dove si sono concentrati i controlli

Le verifiche hanno riguardato strutture ricettive di diverse dimensioni: hotel, pensioni, B&B, campeggi e altre attività legate alla stagionalità. L’obiettivo principale dichiarato è stato il contrasto al lavoro sommerso, la tutela delle persone occupate e la verifica del rispetto delle norme di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

In 157 casi i Carabinieri hanno disposto la sospensione dell’attività per violazioni ritenute gravi, soprattutto legate a lavoro irregolare e a carenze evidenti nei presidi di prevenzione degli infortuni (fonte: ansa.it).

Le irregolarità più frequenti

  • Lavoro nero e grigio: persone presenti in azienda senza comunicazione di assunzione, oppure con orari e mansioni non coerenti con il contratto applicato.
  • Salute e sicurezza: DVR non aggiornato o assente, mancata sorveglianza sanitaria, formazione non documentata, procedure di emergenza non adeguate.
  • Profilo contrattuale: uso improprio del part-time, inquadramenti non coerenti, gestione non corretta dei rapporti stagionali e delle collaborazioni.
  • Contributi e adempimenti: omissioni o ritardi nei versamenti previdenziali, incongruenze tra presenze effettive, LUL, UniEmens e F24.

Cosa comporta per un’impresa con 5–30 dipendenti

Per una piccola impresa del turismo, un accertamento con esito negativo non si limita alla sanzione economica. Le principali conseguenze possibili sono:

  • sospensione temporanea dell’attività, con impatto diretto sulle prenotazioni e sui rapporti con i clienti;
  • recuperi contributivi e premi assicurativi, con interessi e sanzioni;
  • procedimenti amministrativi e, nei casi più gravi, penali a carico dei titolari;
  • riflessi reputazionali sul territorio e con i lavoratori.

Per chi gestisce 5–30 persone, spesso in alta stagione e con turni serrati, la regolarità dei rapporti di lavoro e degli adempimenti diventa anche una forma di tutela della continuità aziendale.

Quadro normativo di riferimento

Nel settore turistico-alberghiero si incrociano diversi obblighi. In sintesi:

  • D.Lgs. 81/08: definisce gli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro (valutazione dei rischi, formazione, sorveglianza sanitaria, gestione delle emergenze).
  • Regolarità contributiva: versamenti INPS e INAIL coerenti con LUL, presenze e inquadramenti, invii UniEmens entro i termini.
  • Libri obbligatori: corretta tenuta del Libro Unico del Lavoro, con indicazione puntuale di ore, maggiorazioni, straordinari, indennità.
  • Orario di lavoro e riposi: rispetto di limiti, riposi settimanali e pause, soprattutto nei picchi stagionali.

La violazione di questi obblighi può generare sanzioni da alcune centinaia fino a migliaia di euro per ciascun lavoratore interessato, oltre a provvedimenti di sospensione.

Come gestire una visita ispettiva

  1. Accesso in azienda: l’accesso può avvenire senza preavviso. È utile che chi accoglie l’ispettore sappia a chi rivolgersi internamente e quali documenti tenere pronti.
  2. Individuazione di un referente: indica un referente unico per i rapporti con l’ispettore (imprenditore o figura delegata), per garantire coerenza nelle informazioni fornite.
  3. Documentazione: tieni disponibili LUL, contratti di lavoro, comunicazioni di assunzione, DVR, attestati di formazione, nomine interne (RSPP, RLS ove previsto), ricevute di versamento contributivo.
  4. Chiarimenti: rispondi in modo puntuale e trasparente. Se un punto non è chiaro, puoi richiedere tempo per acquisire la documentazione o un approfondimento tecnico.
  5. Dopo il verbale: in caso di rilievi, valuta tempestivamente quali interventi attuare, con un piano di regolarizzazione e una verifica dei processi interni per evitare il ripetersi delle stesse criticità.

Domande frequenti

1. Cosa rischio se impiego lavoratori in nero?
Il datore di lavoro può andare incontro a sanzioni amministrative per ogni lavoratore irregolare, alla sospensione dell’attività e al recupero di contributi e premi non versati. Nei casi più gravi possono configurarsi profili penali.
2. È possibile rimediare dopo un controllo?
In molti casi la normativa consente la regolarizzazione entro termini precisi, con riduzione di alcune sanzioni. Per le violazioni più gravi la sospensione dell’attività può scattare subito, indipendentemente dalla successiva regolarizzazione.
3. Quali documenti sul lavoro devo tenere sempre aggiornati?
Contratti di lavoro, comunicazioni obbligatorie, Libro Unico del Lavoro, DVR, attestati di formazione e addestramento, registri presenze, documentazione su visite mediche e idoneità quando previste.
4. Come posso preparare le persone che lavorano con me?
Informale in modo chiaro su orari, mansioni, procedure di sicurezza, gestione delle emergenze. Organizza la formazione obbligatoria e conserva attestati e registri firme in modo ordinato e facilmente reperibile.
5. Chi può aiutarmi a verificare la conformità?
Puoi confrontarti con il tuo consulente del lavoro per gli aspetti giuslavoristici e contributivi e con l’RSPP (interno o esterno) per la parte salute e sicurezza. Un confronto periodico permette di individuare prima le aree critiche.