Cosa cambia dal 1° luglio 2026
Dal 1° luglio 2026 l’INPS attribuisce a ogni azienda interessata un Indice Sintetico di Affidabilità Contributiva (ISAC). Il decreto interministeriale che istituisce questo strumento è in vigore e riguarda anche le piccole imprese tra i 5 e i 30 dipendenti.
Per ora gli ISAC si applicano al commercio all’ingrosso alimentare e ai servizi alberghieri ed extra-alberghieri. Entro il 31 agosto 2026 il Ministero estenderà l’ambito ad almeno altri sei comparti. Ogni azienda riceverà un punteggio di affidabilità calcolato su dati contributivi e informazioni economico‑amministrative.
Cosa sono gli ISAC
Gli Indici Sintetici di Affidabilità Contributiva sono punteggi numerici, da 1 a 10, che misurano il livello di regolarità di un’azienda rispetto ai principali obblighi previdenziali e, in parte, fiscali.
L’obiettivo non è introdurre una nuova sanzione, ma creare un quadro sintetico della tua posizione contributiva. Un punteggio alto indica continuità e correttezza negli adempimenti; un punteggio basso segnala aree da approfondire, prima che diventino un fattore di rischio per l’impresa.
Ambiti di applicazione e tempistiche
Nella prima fase, gli ISAC riguardano:
- commercio all’ingrosso alimentare;
- servizi alberghieri ed extra‑alberghieri.
Dal 1° luglio 2026 le imprese di questi settori possono già consultare il proprio punteggio. Entro il 31 agosto 2026 il Ministero individuerà almeno altri sei comparti, tra cui, in via indicativa:
- manifatturiero;
- servizi di pulizia;
- trasporti;
- ristorazione;
- servizi di consulenza;
- attività creative e di supporto ai servizi.
Per ogni settore saranno definiti indicatori specifici, costruiti sui dati che INPS e Ispettorato Nazionale del Lavoro già raccolgono.
Come si calcolano gli indici
L’INPS elabora l’ISAC sulla base di informazioni già presenti nelle proprie banche dati. Il tuo punteggio nasce dall’incrocio tra:
- versamenti contributivi (regolarità, ritardi, eventuali omissioni);
- dati dichiarativi (UniEmens, DM, flussi contributivi pregressi);
- informazioni economico‑amministrative (coerenza tra addetti, orari, retribuzioni e volume d’affari comunicato all’Amministrazione finanziaria);
- eventuali segnalazioni dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e degli altri enti di vigilanza.
Il risultato è un voto da 1 a 10. Un punteggio vicino a 10 segnala un quadro sostanzialmente regolare; valori più bassi indicano scostamenti rilevanti rispetto ai parametri attesi per il tuo settore.
Cosa significa per una piccola impresa
Se guidi una piccola impresa sana, l’ISAC diventa uno strumento in più per misurare la stabilità della tua gestione del lavoro. In concreto, un buon indice:
- rafforza la tua posizione quando partecipi a bandi o richiedi agevolazioni che prevedono requisiti di regolarità contributiva;
- può ridurre la probabilità di selezione per controlli mirati, rispetto a realtà con profili più critici;
- offre un segnale chiaro anche verso banche e partner che guardano alla continuità dell’impresa.
Un punteggio basso, al contrario, non comporta automaticamente una sanzione, ma richiama l’attenzione su ritardi, incongruenze o errori che possono incidere sulla serenità con cui gestisci il personale e gli impegni verso i lavoratori.
Come ti puoi preparare
Puoi usare l’ISAC come occasione per fare un controllo di fondo sulla tua posizione contributiva. In particolare, con il tuo consulente del lavoro puoi:
- verificare la regolarità dei versamenti INPS e INAIL e definire eventuali piani di rientro per posizioni aperte;
- controllare il Libro Unico del Lavoro (LUL), con attenzione a presenze, straordinari, indennità, conteggi di ferie e permessi;
- allineare i dati dichiarati all’Agenzia delle Entrate con quelli contributivi, per evitare scostamenti non giustificati tra fatturato, addetti e monte retribuzioni;
- organizzare l’archiviazione digitale di CU, UniEmens, F24, autoliquidazioni INAIL e comunicazioni obbligatorie, in modo da poter ricostruire velocemente la storia dei rapporti di lavoro;
- programmare una revisione periodica degli adempimenti più esposti a errore prima delle scadenze principali dell’anno.
Ogni busta paga corretta, ogni CU e ogni UniEmens inviati nei termini contribuiscono a un profilo di affidabilità coerente con l’impegno che assumi ogni mese verso le persone che lavorano con te.
FAQ
- Che cos’è l’ISAC?
- È un indice numerico, da 1 a 10, che sintetizza il livello di affidabilità contributiva di un’azienda. L’INPS lo calcola utilizzando dati sui versamenti, sulle dichiarazioni contributive e sulle eventuali risultanze ispettive.
- Qual è l’utilità di un punteggio alto?
- Un punteggio elevato segnala una gestione ordinata degli obblighi previdenziali e può agevolare l’accesso a bandi e misure che richiedono regolarità contributiva. Inoltre riduce l’esposizione a controlli mirati rispetto a posizioni manifestamente irregolari.
- Cosa succede se il punteggio è basso?
- Un ISAC basso non genera automaticamente una sanzione. Indica però la presenza di anomalie o irregolarità che l’INPS può valutare in chiave di selezione per eventuali approfondimenti. In questi casi è opportuno confrontarti con il tuo consulente del lavoro per ricostruire le cause e, dove possibile, regolarizzare.
- Come consulti il tuo ISAC?
- Puoi accedere al portale INPS con le tue credenziali (SPID, CIE o CNS) e verificare l’indice nella sezione dedicata ai servizi per le aziende. Il tuo consulente del lavoro può assisterti nella lettura dei dati e nella valutazione delle eventuali criticità.
- In quali altri settori si applicheranno gli ISAC?
- Il decreto prevede l’estensione progressiva degli indici ad almeno altri sei comparti, tra cui manifatturiero, servizi di pulizia, trasporti, ristorazione, consulenza e attività creative. Per ciascun settore saranno definiti parametri calibrati sulle specifiche caratteristiche produttive e occupazionali.
