In sintesi
La riforma degli Ordini professionali cambia le regole per 15 categorie, tra cui i consulenti del lavoro. Per te, che gestisci una piccola impresa, significa una cosa precisa: nei prossimi mesi avrai parametri più chiari per valutare chi ti segue su buste paga, contratti, adempimenti contributivi.
Cosa prevede la riforma degli Ordini professionali
Con il via libera del Senato del 3 agosto 2026, il Parlamento ha delegato il Governo a riscrivere, entro sei mesi, alcune regole chiave per le professioni ordinistiche, compresi i consulenti del lavoro (fonte ANSA; approfondimento ANSA).
La delega riguarda in particolare:
- le attività riservate a ciascuna professione;
- i parametri di compenso professionale;
- le regole deontologiche e le incompatibilità;
- tirocinio ed esame di abilitazione;
- la formazione continua obbligatoria;
- l’organizzazione interna degli Ordini (governance e sistemi elettorali).
Consulenti del lavoro: quali aspetti entrano in gioco
Per i consulenti del lavoro, iscritti a un Ordine con responsabilità diretta su paghe e adempimenti del personale, la riforma tocca alcuni punti che ti riguardano da vicino.
- Ambito di attività: verranno precisate in modo più netto le attività che può svolgere solo un professionista iscritto all’Ordine, come la tenuta del LUL, l’invio degli UniEmens, la gestione di F24 contributivi.
- Deontologia: le regole etiche e le incompatibilità professionali saranno aggiornate. Questo impatta il modo in cui il tuo consulente può organizzare l’attività e i rapporti con la tua impresa.
- Accesso alla professione: tirocinio ed esame di Stato verranno rivisti, con effetti sui percorsi di ingresso dei nuovi consulenti del lavoro.
- Formazione continua: cambiano criteri e modalità per l’aggiornamento obbligatorio. Per te significa poter chiedere con più chiarezza che il tuo consulente sia aggiornato su contratti, previdenza, fisco del lavoro.
- Parametri di compenso: il Ministero potrà rideterminare i parametri di riferimento, con un effetto diretto sul modo in cui si definiscono i compensi nelle lettere d’incarico.
- Governance degli Ordini: maggiore trasparenza sui meccanismi elettorali interni può rafforzare il controllo deontologico su chi esercita la professione.
Cosa significa per una piccola impresa
Se guidi una piccola impresa con 5–30 dipendenti, sana e orientata alla continuità, la riforma non stravolge il tuo quotidiano da un giorno all’altro. Ti offre però margini più chiari per pretendere qualità e responsabilità.
- Chiarezza sul perimetro professionale: hai indicazioni più nette su quali adempimenti affidi a un consulente del lavoro iscritto all’Ordine (buste paga, UniEmens, F24, CU, 770, autoliquidazione INAIL) e quali attività rientrano invece in supporti diversi.
- Standard minimi omogenei: l’aggiornamento delle regole deontologiche e della formazione obbligatoria definisce aspettative più precise su comportamento professionale, aggiornamento normativo e gestione degli incarichi.
- Trasparenza nei compensi: la revisione dei parametri ministeriali aiuta a impostare lettere di incarico più chiare, con criteri oggettivi per valutare il compenso rispetto agli adempimenti seguiti.
Dovrai però programmare alcune verifiche interne, soprattutto su contratti in corso e documentazione d’incarico.
Cosa puoi fare nei prossimi mesi
Il percorso non è ancora concluso. Dopo l’approvazione definitiva della legge, il Governo avrà fino a sei mesi per emanare i decreti legislativi attuativi. Tu puoi giocare d’anticipo e preparare il terreno.
- Rivedi la lettera d’incarico: controlla se il documento che regola il rapporto con il tuo consulente del lavoro indica con precisione: adempimenti inclusi (paghe, UniEmens, F24, CU, 770, comunicazioni obbligatorie, autoliquidazione INAIL), scadenze, responsabilità e compenso.
- Verifica l’iscrizione all’Ordine: accertati che chi firma LUL, invia UniEmens e sottoscrive le comunicazioni per la tua azienda sia effettivamente iscritto all’Ordine dei Consulenti del Lavoro e coperto da polizza professionale.
- Monitora le scadenze normative: tieni traccia della data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e dei decreti attuativi. Alcuni adeguamenti potranno richiedere modifiche ai contratti di consulenza.
- Allinea procedure interne: mappa chi, in azienda, interagisce con il consulente per presenze, assunzioni, cessazioni, infortuni. Procedure chiare ti aiutano a recepire senza scosse eventuali cambiamenti di regole.
Tempistiche previste
Il calendario, ad oggi, prevede alcuni passaggi obbligati.
- La riforma diventa effettiva dopo l’approvazione definitiva da parte della Camera e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
- Da quel momento il Governo avrà fino a sei mesi per approvare i decreti legislativi che dettaglieranno le singole misure per ogni Ordine.
- Le novità concrete per il rapporto tra impresa e consulente del lavoro scatteranno solo con questi decreti.
Fino ad allora continui a operare con le regole attuali, ma puoi già impostare con il tuo consulente un confronto su incarico, responsabilità e flussi operativi.
Domande frequenti per l’imprenditore
- Quando cambiano concretamente le regole per i consulenti del lavoro?
- Le prime modifiche effettive arriveranno con i decreti legislativi attuativi, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge delega. Fino ad allora valgono le norme attuali.
- Devo modificare subito il contratto con il mio consulente del lavoro?
- No. Puoi però usare questo periodo per verificare la chiarezza della lettera d’incarico su attività seguite, responsabilità, compenso e modalità di aggiornamento, così da intervenire in modo ordinato quando i decreti saranno pubblicati.
- Come verifico l’iscrizione all’Ordine del mio consulente?
- Puoi chiedere direttamente al tuo consulente il numero di iscrizione e verificarlo sul portale ufficiale del Consiglio Nazionale dell’Ordine. È un controllo semplice che tutela te, i tuoi dipendenti e la continuità della tua impresa.
- Questa riforma riguarda solo i consulenti del lavoro?
- No. Coinvolge 15 categorie ordinistiche, tra cui consulenti del lavoro, ingegneri, architetti, geometri, giornalisti e altre professioni regolamentate. Per te, l’impatto più diretto è su chi firma i tuoi adempimenti legati al lavoro dipendente.
- Cosa cambia nella formazione obbligatoria del consulente che segue la mia azienda?
- I decreti definiranno criteri aggiornati per la formazione continua. Per te rappresenta un ulteriore argomento per chiedere che chi gestisce paghe, contributi e contratti per la tua impresa sia effettivamente aggiornato in modo tracciabile.
- La riforma incide sulla responsabilità per errori negli adempimenti del personale?
- La responsabilità professionale del consulente del lavoro, quando è regolarmente incaricato e iscritto all’Ordine, resta un presidio fondamentale. La riforma interviene sugli assetti ordinistici; per te è l’occasione per verificare che lettera d’incarico e coperture assicurative siano in ordine.
