Riordino incentivi imprese: cosa cambia con il Dlgs 138/2026 per le piccole aziende

Riordino incentivi imprese: cosa cambia con il Dlgs 138/2026

Che cos'è il Dlgs. 138/2026

Il decreto legislativo 26 giugno 2026, n. 138, attua l’articolo 3 della legge 27 ottobre 2023, n. 160. Il suo scopo è mettere ordine nel sistema degli incentivi alle imprese. Il decreto individua le misure che restano attive, definisce le amministrazioni responsabili e indica quali strumenti vengono accorpati, modificati o soppressi (normattiva.it).

Il Dlgs. 138/2026 è in vigore dal 18 agosto 2026.

Ambito di applicazione

Il decreto riguarda in primo luogo gli incentivi gestiti dal Ministero delle imprese e del Made in Italy. Per questi strumenti definisce:

  • il perimetro delle misure interessate;
  • le agevolazioni da concentrare o aggiornare;
  • le discipline quadro cui i bandi futuri dovranno fare riferimento.

Per gli incentivi affidati ad altre amministrazioni, il decreto prevede abrogazioni mirate o il trasferimento di alcune competenze (misterlex.it).

Incentivi razionalizzati

Il Dlgs. 138/2026 concentra l’intervento pubblico su alcuni strumenti ritenuti prioritari:

  • Fondo per la crescita sostenibile (FCS): viene rafforzato e organizzato in quattro sezioni dedicate a: progetti di ricerca e innovazione; sostegno a start up e PMI innovative; transizione verde e digitale; accesso al credito per le imprese (misterlex.it).
  • Fondo di garanzia per le PMI: continua a favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese attraverso garanzie pubbliche.
  • Fondo di sostegno al venture capital (Fondo nazionale per l’innovazione): mantiene il ruolo di supporto agli investimenti in capitale di rischio.
  • Beni strumentali – Nuova Sabatini: resta il riferimento per il finanziamento dell’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, con un perimetro di intervento aggiornato.
  • Incentivi nel settore aerospazio: proseguono le misure specifiche per progetti nel comparto aerospaziale.

Incentivi soppressi o trasferiti

Alcune misure vengono abrogate o escono dal perimetro del Ministero delle imprese e del Made in Italy. Tra queste:

  • crediti d’imposta per materiali di recupero e per prodotti da riciclo, oggi in capo al Ministero dell’Ambiente (misterlex.it);
  • Fondo rotativo nazionale self-employment, gestito dal Ministero del Lavoro, con le relative disposizioni collegate (misterlex.it).

Il quadro completo delle abrogazioni è riportato nelle disposizioni finali del decreto.

Cosa cambia per le PMI tra 5 e 30 dipendenti

Per una piccola impresa che occupa tra 5 e 30 persone, il Dlgs. 138/2026 ha tre effetti principali:

  • Meno sovrapposizioni tra misure: il numero di incentivi simili si riduce e le linee di intervento si concentrano su pochi strumenti centrali (FCS, Fondo di garanzia, Nuova Sabatini).
  • Maggiore tracciabilità delle regole: i requisiti di accesso e le condizioni di utilizzo confluiscono in disciplinari quadro, richiamati dai singoli bandi.
  • Aggiornamento delle priorità: ricerca, innovazione, transizione verde e digitale e accesso al credito diventano gli assi principali su cui programmare gli investimenti.

Se guidi un’azienda sana e in crescita, può essere utile:

  • mappare i piani di investimento già deliberati (macchinari, digitalizzazione, nuovi prodotti);
  • verificare se questi piani rientrano nelle sezioni del Fondo per la crescita sostenibile o nella Nuova Sabatini;
  • allineare le procedure interne (budget, report, documentazione) alle richieste dei nuovi disciplinari, per ridurre i tempi in caso di partecipazione ai bandi.

Come accedere ai nuovi incentivi

Per utilizzare correttamente gli strumenti riorganizzati dal Dlgs. 138/2026 è necessario seguire alcuni passaggi essenziali:

  1. Verificare i requisiti di ammissibilità indicati nei disciplinari e nei bandi emanati dal Ministero delle imprese e del Made in Italy.
  2. Consultare il portale incentivi.gov.it e il Registro nazionale degli aiuti di Stato per controllare cumulabilità, limiti e vincoli in caso di più agevolazioni attive.
  3. Monitorare i bandi tematici e rispettare le scadenze fissate per la presentazione delle domande, con particolare attenzione alle finestre sportello.
  4. Per le sezioni del Fondo per la crescita sostenibile, attendere i decreti ministeriali di disciplina quadro che il Ministero dovrà adottare entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto (misterlex.it).

Ogni domanda di incentivo richiede un allineamento puntuale tra piani industriali, dati occupazionali e prospettive di sviluppo. Una gestione ordinata dei rapporti di lavoro e delle paghe facilita la raccolta dei dati richiesti nei bandi e nei controlli successivi.

FAQ

Quando è in vigore il nuovo sistema?
Il Dlgs. 138/2026 è in vigore dal 18 agosto 2026, data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (gazzettaufficiale.it).
Quali incentivi rimangono centrali per le PMI?
Restano centrali il Fondo per la crescita sostenibile, il Fondo di garanzia per le PMI, il Fondo per il venture capital, la Nuova Sabatini e gli incentivi per il settore aerospazio. I bandi attuativi definiscono, di volta in volta, modalità e risorse disponibili.
Cosa cambia per i lavoratori autonomi e i professionisti?
Il decreto richiama una nozione ampia di impresa, che comprende anche i lavoratori autonomi e i liberi professionisti. L’accesso effettivo alle singole misure dipende dai requisiti previsti dai bandi, che possono includere o escludere specifiche categorie.
Dove trovare i nuovi bandi e gli aggiornamenti?
Nel sito del Ministero delle imprese e del Made in Italy e nella sezione dedicata ai bandi del portale incentivi.gov.it. Per la disciplina completa occorre fare riferimento ai testi del Dlgs. 138/2026, ai decreti attuativi e agli avvisi pubblici collegati.
Come coordinare gli incentivi con la gestione del personale?
Molti bandi richiedono dati su numero di dipendenti, tipologia di contratti, impegni occupazionali o percorsi di formazione. Tenere in ordine buste paga, comunicazioni obbligatorie, UniEmens, CU e LUL aiuta a dimostrare il rispetto degli impegni presi nel tempo e a rispondere con precisione a eventuali verifiche.